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Magda Negri

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Immagina

Oggi Piero Ignazi su La Repubblica sollecita un contributo più incisivo del Pd per il governo della ricostruzione.
Ci sollecita a proporre scenari strategici, contenuti precisi, a uscire da un ruolo di pura mediazione - gestione.
Verifichiamo questa piattaforma e questo spazio di raccolta di contributi chiamato con il bel nome di "Immagina"!
 

Il tempo delle scelte (e dei doveri)

Quindi... Cosa cambia per me da domani?
Quasi niente.
Posso fare una passeggiata oltre i 200 metri sotto casa e non posso vedere le persone che mi interessano, solo un cugino a Novara, e ci vediamo 1 volta ogni 20 anni!
Non mi interessa risalire alla parentela fino al quarto grado.
Forse questa faccenda poteva essere risolta partendo dai numeri e non dalle definizioni.
Stabilendo ad es. che ognuno poteva vedere fino a 3 o 4 persone residenti in regione al giorno e non di più.
Condivido molto i pensieri di A.Polito oggi sul Corriere della Sera.
Per ora al fronte andranno per lo più maschi anziani.
Li chiamano veterani.
Quelli necessari, ma i più esposti.
Giovani e donne stanno a casa a smanettare o a fare le insegnanti, casalinghe, smartworkers.

"Il pane e le rose"

Tutto si tiene.
Stavo guardando il film "Il pane e le rose" e mi sono ricordata che in cucina... sopra la porta ... avevo una stampa in tema.
Eccola.. comperata ad un Festival dell' Unità verso il 1975..
E dice esattamente: "Bread and roses strike".
Bello.
Potevo fotografarla meglio salendo sulla scala..
Ma non ho rischiato..
 
 

W Il Primo Maggio

Buon Primo Maggio a tutti.
E' la prima volta che non partecipo a un corteo ... più o meno da 50 anni.
Mamma ... quanto tempo!
Io e il Primo Maggio siamo congiunti fedelessimi e ancora entusiasti.
In quei cortei noi eravamo solo la staffetta di una storia di generazioni di cittadini e di lavoratori.
Forma politica del riscatto di classi sociali del valore del lavoro che trasforma il mondo.
Anche oggi potremo ascoltare dibattiti ... analisi.. dilettarci con film in tema e un concertone spezzettato.
Non sarà la stessa cosa..
Ma la sostanza non cambia.
Noi ci siamo.
Continuiamo ad esserci.
W Il Primo Maggio.
 

Un vero dramma di persone

Ho ascoltato quasi tutto il dibattito parlamentare sulla relazione di Conte e sugli imminenti provvedimenti.
La mia impressione è che ci siano tanti partiti nei singoli partiti.
Il primo, dominante, è di chi ha giudizi profondamente diversi sull'epidemia.
C' è chi la teme, chi si prepara a una lotta lunga di resistenza, chi la vuole rimuovere perché non ce la fa più.
Meglio sfidare il futuro e il mostro invisibile che soggiacere.
C' è chi intende rappresentare non tanto le ragioni di una generale ripresa, ma la disperazione e gli interessi dei lavoratori autonomi, ristorazione, spettacolo... shiacciati da un futuro che sembra non prevederli.
È questo un vero dramma di persone.
Non solo di ceti terziari che chiedono ora risorse pubbliche a fondo perduto.
Ogni categoria si sente trascurata, penalizzata, rispetto alle altre.
Il dibattito parlamentare non è stato ricco di proposte veloci nel merito.
Esistono poi i partiti classici, impegnati a scalzare o a difendere gli equilibri politici attuali... riprendendo il gioco logorante di sempre.
Interrotto solo nella breve stagione del terrore....
Le elezioni sono impossibili.
Ma il tempo che ci separa da allora è decisivo per il Paese.
L'Europa ci ha riempito di soldi.. forse non basteranno.
Almeno per 2 o 3 anni cambierà non solo lo stile di vita, ma la gerarchia delle classi sociali ... non lotta, ma redistribuzione delle classi e dei ceti sociali.
Il conflitto sarà inevitabile.
Questa crisi selezionerà il meglio e il peggio di ceti dirigenti e degli esponenti politici.
Preparsi a stare dalla parte giusta, buttando giù dalla torre demagoghi e sciacalli.
 

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Salvare l'Europa: come uscire dal debito e dalla stagnazione

Venerdì 26 febbraio 2016
Sala Viglione, Palazzo Lascaris
Via Alfieri 15
Torino

Presiede: Magda Negri

Intervengono: Davide Gariglio, Mercedes Bresso, Alberto Majocchi, Enrico Morando

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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