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Magda Negri

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Riforma costituzionale: un dibattito colto

Diversamente dalle informazioni giornalistiche, il dibattito al Senato sulla riforma costituzionale è un dibattito di grande spessore culturale e ideale, singolarmente centrato sulla fase costituente e sulla nascita della Costituzione italiana, sulla storia del bicameralismo specifico italiano, piuttosto che sui problemi attuali della democrazia governante nel rapporto tra esecutivi e parlamenti nella concreta attualità delle democrazie sviluppate.

Da una parte e dall’altra, oppositori e sostenitori, si sta comunque dando il meglio di un confronto che affonda le sue radici su culture politiche piuttosto diverse: parlamentarismo ad ogni costo versus i poteri degli esecutivi, logica maggioritaria e semplificazione del Parlamento per la democrazia governante. Sono trent’anni che in Italia si confrontano queste tesi. 

Difficile distinguere la tattica, la strategia, la verità e la diplomazia negli incontri tra Renzi e i 5 Stelle. Posso capire oggi, anche se non è la linea della maggioranza del partito, l’apertura alle preferenze. È però strategicamente impossibile per il PD accettare il ballottaggio di lista e non di coalizione perché vorrebbe dire rompere subito il rapporto con il centro destra. 

Consiglio di lettura:

'Ndrangheta in Piemonte: adoperarsi perché non dilaghi

Ho letto con attenzione il  rapporto sulle infiltrazioni della 'ndrangheta nel nord Italia, in particolare a Torino, che ha lambito anche qualche esponente marginale del PD. Mi sembra che il fenomeno sia per fortuna circoscritto a piccoli territori della cintura. Dobbiamo fare di tutto perché non dilaghi.

Si stende invece una nuova ombra di malaffare sul ciclo dei rifiuti industriali e da sbancamento (lavori del passante ferroviario) che risultano sempre più conferiti in modo illegale in cave inadatte.

Da 20 anni nel sud Italia la comunità mafiosa si è alimentata col lo smaltimento illegale dei rifiuti urbani e industriali. In Lazio si sta profilando una situazione drammatica. Non vorrei che anche in Piemonte ci fosse un nuovo e pericoloso inizio. 

La riforma del Senato

La riforma del Senato si profila accettabile. Avrei preferito la nostra proposta del 2006, che prevedeva l'elezione di due membri del Senato in contemporanea con le elezioni dei consiglieri regionali, ma si è voluto enfatizzare oltre ogni misura la non elettività e quindi va bene così.

Molto meglio questa soluzione finale del pasticcio iniziale dell’assemblea dei sindaci. Il percorso è ancora lungo, si incrocierà con le riforme dell’Italicum, ma la rotta sembra essere quella giusta.

È stata interessante e insidiosa, in questi giorni, la proposta dei 5 Stelle di convenire sull’Italicum a patto che il ballottaggio fosse non di coalizione ma di lista.

Solo due osservatori raffinati come Antonio Polito sul Corriere e Piero Ignazi su Repubblica, pur sostenendo tesi contrastanti, ne hanno colto la sfida sistemica. Se votassimo domani con la proposta del doppio turno di lista il bipolarismo sarebbe fra PD e 5 Stelle e quindi resterebbe non rappresentato tutto il moderatismo e il conservatorismo italiano. Questa ipotesi sembra stimolante di sviluppi impensati a Ilvo Diamanti - ma porterebbe lontanissimo dal bipolarismo europeo la vicenda politica italiana.

Mi ha stupito che una riflessione così nuova e interessante non abbia suscitato un confronto adeguato... Si vede che incomincia l’estat e anche gli eroi sono stanchi.

Parlare di meno, agire di più

Molto bene l’Assemblea regionale a Vercelli di sabato 5 aperta da una relazione veramente innovativa di Gariglio e seguita da un dibattito serio, a partire dalla sanità, sulle scelte di governo della nuova giunta.

Davvero mi dispiace che un così bel lavoro politico sia vanificato e sciupato da uno strumentale dibattito sui pacchetti di tessere e sulle condizioni del tesseramento.

Cari amici e compagni, stiamo tutti tranquilli: c’è una commissione provinciale in carica, c’è un regolamento nazionale sul tesseramento che non credo sarà cambiato. Bastava osservarlo l’anno scorso, durante tutto l’anno e non solo per le primarie. basta applicarlo ora con regolarità e severità. Bisogna parlare meno e fare un po’ di più.

Il tempo degli applausi è finito

Nonostante il grande battage pubblicitario, non sarà la moltiplicazione dei pani e dei pesci. A Bruxelles si sono scontrate due visioni sull’Europa: una che crede nel federalismo europeo e nella possibilità, pur con molta fatica, di affrontare la crisi del debito dell’occupazione. 
La seconda, fino alla rottura di Cameron, che confida in un ripiegamento nazionalistico per difendere le crisi nazionali e anche gli strati popolari più sofferenti.

Renzi e il PD si sono collocati a capo della prima tendenza e in forza di questa scelta politica abbiamo anche trattato ragionevoli margini di flessibilità.

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Riforme: per non deludere ci vuole ordine

Renzi ha fatto un patto di tre anni con il parlamento per riforme strutturali e profonde. Francamente, se non si tagliano spesa pubblica e tasse, come fino ad ora non è stato fatto, non vedo una vera fattibilità di questa ambizione riformatrice.

Forse incroceremo un po’ di ripresa nella coda finale della grande crisi ma il governo deve mettere ordine e gerarchia nella scala delle riforme, troppi annunci rischiano di creare aspettative eccessive mentre i risultati saranno a lungo termine.

Se andrà così, faccio gli auguri a Mogherini per il suo importante incarico ma resta legittima la domanda: è giusto spostare un ministro ai suoi esordi come fosse una pedina? Davvero non avevamo altre risorse più forti e collaudate da proporre alla politica estera europea? Speriamo che il gioco tra gli spostamenti annunciati non sia a somma zero.

Ciao, Comandante Lupo

Ieri eravamo in molti - e tutti piuttosto anziani - a dare l’estremo saluto al comandante Lupo, alias Ferdinando Gattini, morto a 90 anni per un ictus e una caduta, sfuggendo, come estremo atto di libertà, alle cure della moglie e dell’infermiera.

Gattini, affettuosamente chiamato da tutti Gatto, è un pezzo di storia esemplare della sinistra non solo torinese. Dopo l'8 settembre partecipò alle brigate Garibaldi vicino a Firenze e alla liberazione della città, poi venne a Torino a fare l’operaio metalmeccanico. Iscritto al PCI, fu licenziato per rappresaglia nel '51. Negli anni '70 fu sindaco di Orbassano e poi per tanti anni consigliere e amministratore.

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Salvare l'Europa: come uscire dal debito e dalla stagnazione

Venerdì 26 febbraio 2016
Sala Viglione, Palazzo Lascaris
Via Alfieri 15
Torino

Presiede: Magda Negri

Intervengono: Davide Gariglio, Mercedes Bresso, Alberto Majocchi, Enrico Morando

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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