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Magda Negri

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Igor Boni per le regionali in Piemonte

Igor Boni Regionali Piemonte 2014Come Libertà Eguale di Torino abbiamo deciso di sostenere per le regionali Igor Boni, radicale e presidente dell’associazione Adelaide Aglietta. Bella la sua biografia, limpido l’impegno.

Questa mattina ero presente in Corso Palestro al secondo volantinaggio con Igor Boni e ieri ho partecipato alla presentazione dei programmi elettorali.

Il clima fra la gente è freddino ma non bruttissimo, deformato dalla campagna elettorale. Si cercano aiuti.

La svolta di Grillo mi sembra strutturale, sfascismo di lunga durata. Il 1 maggio l’odio dei no-tav e dei Grillini contro il PD mi ricordava l’atteggiamento dei gruppi extra parlamentari contro il PCI.

Con l’unica differenza che oggi il governo del PD regge lo stato e la precaria stabilità. Tutto può essere rimesso in discussione.

Voti grazie a Renzi se la manovra è solida

Consiglio la lettura dell’intervista a Morando uscita ieri su L'Unità:

Mi ha preoccupato Scalfari quando ha definito, nel suo editoriale su Repubblica, la manovra di Renzi "un collage", decretandone la non fondatezza, ma ha concluso dicendo: però meglio così, il PD prenderà molti voti e cambieranno gli equilibri politici.

Invece, come argomenta nell’articolo Morando, se la manovra si rivelasse fragile i voti dureranno poco e si prepareranno molte slavine, anche elettorali.

Speriamo dunque nella serietà di questi interventi.

Post di buona Pasqua

Solo il soccorso rosso di SEL e dei transfughi del Movimento 5 Stelle hanno salvato il Governo da una rovinosa caduta al Senato sulla richiesta di rimandare al 2016 il pareggio strutturale di bilancio.

La situazione politica si complica. L’esito delle Europee chiarirà se la tripla maggioranza su cui si regge il governo Renzi potrà continuare o meno. Per ora conviene coltivare pensieri positivi e rafforzare esigenze strategiche di lungo periodo.

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Riforma del titolo quinto e la riforma del senato

Venerdì scorso ho partecipato a Roma a un qualificato seminario di giovani costituzionalisti riformisti sulla riforma del titolo 5 e la riforma del Senato.

C’è consapevolezza che la riforma del titolo quinto del governo è troppo accentratrice e la discussione sta tra un Senato non elettivo (pare che anche in Spagna dopo la riforma costituzionale del 78 la parte elettiva del Senato crei problemi) o nella versione bundesrat - quindi nettamente ferale - oppure (Clementi) l'ipotesi di un Senato non federale ma federatore.

Si tratterebbe di spostare sul Senato i poteri di inchiesta, la nomina di tutte le autorità di garanzia, le valutazioni delle politiche pubbliche, il controllo sugli atti di governo, il rapporto con l’unione europea, il controllo preventivo sulla legislazione europea potenziando i servizi studi secondo il modello inglese della House of Lords.

È evidente che su composizione e poteri del Senato l’accordo Renzi Berlusconi è stato incerto e frettoloso. Il parlamento potrà fare di meglio.

Apertura della campagna elettorale al Palaisozaki

Chiamparino e Renzi al PalaisozakiL’apertura della campagna elettorale al Palaisozaki a parer mio è stata un po' fiacca quanto a forza di argomenti politici. Molto pop politic la lunga sfilata dei sindaci candidati e delle quattro capolista, tutte vestite da ragazzine come per un cast televisivo, nessun serio approfondimento sulla questione europea, quasi che si trattasse solo di mandare fresco personale politico in un tempo qualunque della storia europea, come se non ci fosse stato il voto in Francia, Ungheria ecc. Troppo casting, poca politica.

Per fortuna ha recuperato Chiamparino in alcune parti del suo discorso, che ha dato storicità e spessore alla sua sfida e al ruolo del Piemonte in Italia e in Europa. Considero però un po’ eccesivo però il continuo autobiografismo di Sergio che ha voluto riconoscere a Renzi quel coraggio riformista che lui dice di non aver avuto. Molti di quelli che lo ascoltavano si saranno chiesti come mai.

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FARE, LE RIFORME

AGGIORNAMENTO:

Su Radio Radicale la registrazione dell'incontro e dei singoli interventi. Clicca su "Leggi tutto..." per ascoltare la registrazione.

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È ora della profondità politica

Consiglio la lettura dell'articolo: Le acrobazie di una doppia maggioranza di Antonio Polito.

Polito ha ragione: Renzi e tutto il PD devono dimostrare ora una maggiore profondità politica.

Basta con la propaganda populista, rimettiamo le cose sulle gambe giuste: il Senato nella sua forma attuale è inadatto per una democrazia governante perché i premi di maggioranza regionale del Senato elettivo con funzioni di voto del bilancio e di fiducia al governo fanno della maggioranza governativa un gioco d’azzardo.

Che cosa ha davvero trattato Renzi con Berlusconi? Nessuno è in grado davvero di dirlo ed è quindi necessario che il dibattito venga parlamentarizzato.

Se Berlusconi si tirerà indietro è sommamente pericoloso e degno di ogni sospetto minacciare di procedere da soli e minacciare il referendum.

È ora della profondità politica: bisogna costringere Forza Italia a continuare sulla base di chiarezza nel dibattito pubblico, se no sarà fin troppo facile per la destra italiana ricordare che nel 2006 furono solo loro a presentare una compiuta riforma costituzionale fondata su riduzione di deputati e senatori, sul Senato, sull’elezione diretta del Premier, sulla devolution - anche se confusa. La sinistra organizzò il rifiuto di quella riforma. Noi riformisti della sinistra insieme al quotidiano di allora Il Riformista organizzammo puntuali proposte alternative al "no".

Adesso Berlusconi fa confusione - ma noi facciamo propaganda.

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Salvare l'Europa: come uscire dal debito e dalla stagnazione

Venerdì 26 febbraio 2016
Sala Viglione, Palazzo Lascaris
Via Alfieri 15
Torino

Presiede: Magda Negri

Intervengono: Davide Gariglio, Mercedes Bresso, Alberto Majocchi, Enrico Morando

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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