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Magda Negri

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Battaglia politica sull'articolo 3

Venerdì la direzione nazionale PD chiuderà la querelle sulle regole e approverà il regolamento di tutti i congressi

Bene, basta però essere chiari tra di noi: non si è trattato di una confusione da azzeccagarbugli. Nell'assemblea di venerdì e sabato si è giocata una vera partita politica

La commissione dei 19 (ma ci sono davvero 19 correnti nel PD?) non aveva tenuto conto delle coerenti obiezioni dei rappresentanti di Rosi Bindi e di Veltroni: non toccare per quanto possibile lo statuto, specialmente l'articolo 3 che prevede che il segretario del PD sia proposto come candidato all'incarico di presidente del consiglio dei ministri.

Vergognosamente è stato presentanto un documento conclusivo che modificava e depennava dall'articolo 3 esattamente questa peculiarità e confinava i poteri del segretario all'articolo 18, che lo definisce primus inter pares per concorrere alle primarie per la carica di presidente. 

Una tale forzatura scorretta e antidemocratica presupponeva - a volerla portare fino in fondo - il voto positivo di almeno 471 delegati: eravamo circa 499 e moltissimi non erano d'accordo su questa modifica. Sembra che il rappresentante di Letta in commissione abbia impedito la positiva conclusione finale quando tutti i rappresentanti della commissione erano d'accordo di lasciare immutato l'articolo 3 e votare le altre piccole modifiche. Così tutto si è concluso con un nulla di fatto. 

Almeno sembra, perché io in commissione non ci sono e raccolgo solo le testimonianze di quelli che hanno tentato, d'accordo anche Cupreo e Renzi, di concludere in modo utile l'assemblea.

Si è tentato, insomma, attraverso la battaglia sulle modifiche allo statuto di anticipare quello che poteva essere l'esito del congresso: o un partito riformista a vocazione maggioritaria o un partito atto a concepire la sua azione in un sistema mutevole di alleanze.

 

L'Italia dei democratici con Walter Veltroni e Matteo Renzi



Riporto sul mio sito l'interessante presentazione del libro di Enrico Morando e Giorgio Tonini L'Italia dei democratici, avvenuta ieri a Roma alla presenza di Walter Veltroni e Matteo Renzi. Buona visione!

Ingresso libero

Ingresso libero

Il PD del Piemonte, di cui sono Coordinatrice della Segreteria Regionalale, ha aperto "Ingresso libero", uno spazio web aperto ai contributi di dirigenti, iscritti e simpatizzanti. 

L'obiettivo è quello di rendere protagonista il popolo democratico raccogliendo proposte, spunti di riflessione, interrogativi ed ospitare il dibattito precongressuale.

Perché il percorso che porta al congresso sia fatto soprattutto di idee.

Tutti possono partecipare: i testi non devono superare le 2500 battute e saranno pubblicati in ordine di arrivo.

Per un duraturo ciclo riformista è il mio contributo: ora tocca a voi!

Renzi fermo alla rottamazione

Ho assistito ieri sera alla partecipazione di Renzi alla trasmissione Porta a Porta: molto preparato, ha tenuto il punto sulle questioni di politica economica:

  • difesa della legge Fornero
  • critica al centro sinistra che nel 2008 abbattè lo scalone di Maroni
  • riforma della formazione professionale
  • riforma della cassa integrazione in deroga
  • tassa di solidarietà sulle pensioni alte 

Molto male invece, a mio parere, sulla gestione del partito. Sembra non avere altre idee che non la rottamazione permanente - ha fatto di meglio Trotzkij - e la chiamata alla leva dei sindaci. Quello dei sindaci non può essere un modello di governo adatto a reggere e governare uno stato.

Banale poi la critica ai funzionari romani che non realizzano: la politica è innanzi tutto pensiero e strategia.

Nessun riferimento alle potenzialità non realizzate dello Statuto del PD. Consiglio agli amici e compagni interessati alla riforma del partito di leggere il bel libro di Aldo Schiavone Non ti delego.

Insomma: non basta alzare le ghigliottine, non spaventano più nessuno. 

Consideriamoci già in un altro tempo

Sono momenti che richiedono serenità e raziocinio: la vicenda di Berlusconi è segnata, dobbiamo pensare come se fossimo già in un altro tempo.

La Festa Democratica a Torino procede bene, molta attenzione ai dibattiti. Renzi dovrebbe cambiare passo e produrre al più presto un programma di radicale riformismo e candidarsi, abbandonando la stucchevoli retorica della rottamazione, degli amministratori di condominio che perdono sempre…

Anche Napoleone conobbe la sua Waterloo. Cuperlo che ci parla di "missione storica" dovrebbe scendere dalla filosofia politica all'impegnativo terreno del programma e della proposta, senza alibi.

E se D'Alema dovesse andare in minoranza non ci sarebbe niente di grave, per la grande tradizione che impersona.

Consideriamoci già in un altro tempo e cerchiamo una nuova collocazione, con spirito liberale e di ricerca. 

Basta politica "pop", speriamo in un vero congresso

Dopo la pausa estiva, riprendo l'aggiornamento del mio blog con questa speranza: che l'aria cambi e incominci un congresso degno di questo nome e non un referendum o un sondaggio permanente Renzi sì Renzi no.

Di politica "pop" abbiamo piene le tasche e specialmente le ha il paese. Renzi scriveva ieri sul Corriere della Sera che lui è l'unico dirigente del PD a non avere rapporti col passato. Spiacente: anche lui è un "ex". Fu segretario provinciale del Partito Popolare Italiano e dirigente nazionale della Margherita, quota Rutelli. Per fortuna di tutti il passato resta, si sedimenta ma non deve essere rinnegato. 

Capisco la delusione di Bersani per la transumanza dei franceschiniani verso Renzi. Bersani ha messo al Governo tutta la sua ex maggioranza (giovani turchi, Letta, Franceschini…) e ora lo abbandonano. In politica non esiste la categoria della gratitudine e un vecchio comunista come Bersani non avrebbe dovuto dimenticarlo mai.

Verso quale congresso?

Le difficoltà politiche si riverberano anche sulle lettere di convocazione: la Direzione Nazionale è convocata venerdì 26 luglio ore 14 con l'ordine del giorno: "Situazione politica: il PD e il governo nazionale verso quale congresso".

Come "quale congresso"? Mettiamo ancora in dubbio la data e i modi stabiliti dallo statuto? Vogliamo convocare la Direzione Nazionale sul nulla, sottraendole poteri e rendendola solo un luogo d generica discussione?

Gianni Pittella minaccia di occupare la sede di Via delle Fratte, un po' per ridere un po' sul serio, però l'apatia dei dirigenti e anche di tanta parte dei militanti verso questo appuntamento esistenziale per un partito normale, che abbia la dignità di essere "partito", è davvero preoccupante.

Consiglio per l'estate: leggete con attenzione ogni giorno l'Unità ed Europa, perché si sta svolgendo un serio dibattito politico culturale sui nodi del congresso ed oltre che purtroppo non sta trovando eco e sistemazione teorica in nessuna sede formale. Sarebbe utile sintetizzare tutto questo un una sorta di "Forum delle Idee" che aiuterebbe il percorso congressuale.

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Salvare l'Europa: come uscire dal debito e dalla stagnazione

Venerdì 26 febbraio 2016
Sala Viglione, Palazzo Lascaris
Via Alfieri 15
Torino

Presiede: Magda Negri

Intervengono: Davide Gariglio, Mercedes Bresso, Alberto Majocchi, Enrico Morando

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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