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Magda Negri

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Pensieri pre elettorali

Grillo da Vespa: menagramo, gufo, catastrofico, visionario, apocalittico, ma comunque bravissimo. Continua con lo stesso stile, rafforzando il messaggio di pacatezza alternativa (una sorta di terza via tra il comunismo fallito e il capitalismo predatore) e sta collocando il gran colpo del Restitution Day a 5 giorni dalle elezioni. Su questo punto tutti i nostri rappresentanti in TV argomentano male, senza proposte alternative. Io avevo suggerito ad alcuni parlamentari di pensare a qualche gesto simbolico anche da parte nostra, ma sarebbe stato troppo tardi comunque.
Sono convinta che il nostro stacco da Grillo è grande, ma lui è in rimonta e noi siamo fermi.

Altro pensiero: Minacciosa e infame la marcia leghista contro la casa di Elsa Fornero in Canavese. Mancano i forconi o altri simboli di minaccia fisica. Credo che non si fosse mai arrivati (a parte i fatti drammatici come Biagi, D'Antona e altri) all’assedio carico d’odio umano contro un politico che ha dato una leale battaglia anche se controversa.

Affrontiamo il problema di un'Europa a due velocità

Questa campagna elettorale regionale ed europea, a Torino almeno, è circondata da un po’ di silenzio. Io sto andando dappertutto: si moltiplicano singole iniziative di presentazione dei candidati, ma si procede in modo molto frammentario.

È come se la faticosissima ricerca delle preferenze individuali avesse messo il silenziatore ad una campagna politica e amministrativa che doveva essere invece molto forte e propositiva. Non bastano certo le aperture iniziali al Palaisozaki a dare il carburante a tutta la campagna.

Il messaggio più importate che dobbiamo far passare è che c’è una battaglia in corso tra riformismo e populismo. I riformisti, coi quali ci identifichiamo, si battono per la riforma dell’architettura europea, affrontano il problema di un’Europa a due velocità, L'Europa nordica, con un surplus e una produttività enormi, che non sviluppa in maniera sufficiente i consumi dei suoi popoli, e un'europa del sud, che ha un grande debito pubblico e un surplus commerciale molto limitato, che ha problemi strutturali di riforma della pubblica amministrazione, di riforma della contrattazione e dei salari.

Unificare queste due Europe in un progetto nuovo doveva essere la nostra parola d’ordine. Invece si cincischia sul "dentro l'euro", "fuori dall’euro", "tutta colpa dei tedeschi", si cerca il male massimo nella Merkel. L’egemonia ora in europa sta tutta in mano alla Germania ed è egemonia politica, non solo economica. Noi vorremmo un’europa diversa, più ricca e più unitaria, e non siamo per ora riusciti a dare il senso di questa battaglia. Adesso spero che prenderemo la rincorsa.

Cosa è successo ieri in Senato?

Un'interpretazione mercantilistica del voto di ieri sera in Senato, in Commissione Affari Costituzionali, potrebbe essere questa:

Berlusconi è pronto a salvare la riforma del Senato e a garantire la maggioranza in Commissione e in Aula a due condizioni:

  1. migliorarla secondo i suoi intenti anche in relazione alla futura legge elettorale
  2. riaprire una finestra per un nuovo governo di unità nazionale con la piena partecipazione di Forza Italia

Si tornerebbe così alla costituzione del primo governo Letta.  In questo caso, secondo me, sarebbe meglio ritornare al voto.

Igor Boni per le regionali in Piemonte

Igor Boni Regionali Piemonte 2014Come Libertà Eguale di Torino abbiamo deciso di sostenere per le regionali Igor Boni, radicale e presidente dell’associazione Adelaide Aglietta. Bella la sua biografia, limpido l’impegno.

Questa mattina ero presente in Corso Palestro al secondo volantinaggio con Igor Boni e ieri ho partecipato alla presentazione dei programmi elettorali.

Il clima fra la gente è freddino ma non bruttissimo, deformato dalla campagna elettorale. Si cercano aiuti.

La svolta di Grillo mi sembra strutturale, sfascismo di lunga durata. Il 1 maggio l’odio dei no-tav e dei Grillini contro il PD mi ricordava l’atteggiamento dei gruppi extra parlamentari contro il PCI.

Con l’unica differenza che oggi il governo del PD regge lo stato e la precaria stabilità. Tutto può essere rimesso in discussione.

Voti grazie a Renzi se la manovra è solida

Consiglio la lettura dell’intervista a Morando uscita ieri su L'Unità:

Mi ha preoccupato Scalfari quando ha definito, nel suo editoriale su Repubblica, la manovra di Renzi "un collage", decretandone la non fondatezza, ma ha concluso dicendo: però meglio così, il PD prenderà molti voti e cambieranno gli equilibri politici.

Invece, come argomenta nell’articolo Morando, se la manovra si rivelasse fragile i voti dureranno poco e si prepareranno molte slavine, anche elettorali.

Speriamo dunque nella serietà di questi interventi.

Post di buona Pasqua

Solo il soccorso rosso di SEL e dei transfughi del Movimento 5 Stelle hanno salvato il Governo da una rovinosa caduta al Senato sulla richiesta di rimandare al 2016 il pareggio strutturale di bilancio.

La situazione politica si complica. L’esito delle Europee chiarirà se la tripla maggioranza su cui si regge il governo Renzi potrà continuare o meno. Per ora conviene coltivare pensieri positivi e rafforzare esigenze strategiche di lungo periodo.

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Riforma del titolo quinto e la riforma del senato

Venerdì scorso ho partecipato a Roma a un qualificato seminario di giovani costituzionalisti riformisti sulla riforma del titolo 5 e la riforma del Senato.

C’è consapevolezza che la riforma del titolo quinto del governo è troppo accentratrice e la discussione sta tra un Senato non elettivo (pare che anche in Spagna dopo la riforma costituzionale del 78 la parte elettiva del Senato crei problemi) o nella versione bundesrat - quindi nettamente ferale - oppure (Clementi) l'ipotesi di un Senato non federale ma federatore.

Si tratterebbe di spostare sul Senato i poteri di inchiesta, la nomina di tutte le autorità di garanzia, le valutazioni delle politiche pubbliche, il controllo sugli atti di governo, il rapporto con l’unione europea, il controllo preventivo sulla legislazione europea potenziando i servizi studi secondo il modello inglese della House of Lords.

È evidente che su composizione e poteri del Senato l’accordo Renzi Berlusconi è stato incerto e frettoloso. Il parlamento potrà fare di meglio.

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Salvare l'Europa: come uscire dal debito e dalla stagnazione

Venerdì 26 febbraio 2016
Sala Viglione, Palazzo Lascaris
Via Alfieri 15
Torino

Presiede: Magda Negri

Intervengono: Davide Gariglio, Mercedes Bresso, Alberto Majocchi, Enrico Morando

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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