| Partito senza tessere e questione morale- Ferrara su Il foglio |
| venerd́ 02 novembre 2007 | |||||||||||||
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Il Foglio, 31 ottobre 2007 - Il partito senza tessere risolve anche la questione morale - di Giuliano Ferrara Dove nasce la famosa questione morale, con tutti i suoi equivoci tragici? Nasce dal carattere separato e burocratico dei partiti di massa che contano sulle tessere, gli organismi dirigenti, i congressi. Muore, o meglio resta un dominio riservato ai soli ladri professionali, quando e se nasca un partito dei cittadini elettori, fondato su una diversa rappresentanza della società. La democrazia interna consente che le idee contino, ma non è un caso se, con tutto l'esercizio possibile di democrazia interna, alla fine i gruppi dirigenti dei partiti in Italia sono fatti storici, durano nel tempo oltre ogni credibile limite, e si Quando non ci siano più tessere, né numero 1 né numero 2, e la democrazia interna sia sostituita dalla democrazia esterna, cioè da un regolare processo elettorale che decide selezionando la classe dirigente da insediare nelle istituzioni, le cose cambiano. Il modello attuale di relazioni è opaco: chi ha soldi e interessi deve avvicinare e condizionare riservatamente politici che pretendono di non avere relazioni incestuose con poteri economici. I giornali si
Commenti
sonolaico
said:
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| Quello che però non capisco è come faccia una struttura che effettivamente è burocratica (questa del PD, hanno eletto parecchie persone nelle varie assemblea) a non avere tesseramento. Poi la fatica dei volontari, quelli che fanno politica nei circoli e nelle sezioni, vorranno rinunciarci così facilmente? Saluti |

| Già.. bisognerebbe trovare una soluzione mista. Meno tessere, meno signori delle tessere.. |

| E' davvero incomprensibile cosa possa essere loro passato per la testa ...... pensare a un modello che sembra fragile come un castello di carta......correttivi e soluzioni vanno trovati al più presto... questa brutta pesante aria di antipolitica ha - deve aver- pesato non poco e si è combinata con la sbornia dei 3,5 milioni di partecipanti alle Primarie. Ma pensare che siano permamenentemente mobilitati è una follia |

| Anche perchè, soprattutto, se manca una leva di volontari, di "tesserati" (se chiamarli militanti spaventa troppo i "democratici"), questi eletti poi, chi li controlla? Chi li stimola? Io non credo che la questione morale sia imputabile alla tessera di partito. Credo sia imputabile alle "quote" partito, quelle che servono per lavorare in Rai, per diventare primari d'ospedale etc. Un saluto a tutti |

| sembra che tra pochi giorni sarà più chiara la prima "tipologia" di adesione. come è stato reso noto nel dispositivo votato alla fine dell'assemblea di milano, è previsto che entro la fine dell'anno, per i livelli territoriali omogenei (che non sono le federazioni provinciali) saranno di nuovo chiamati tutti i partecipanti alle primarie del 14 ottobre per eleggere i coordinatori. questa dovrebbe essere l'occasione adatta per dare a ciascuno di essi una "card" di fondatore del PD. Naturalmente restano moltissime cose da decidere, alcune regionalmente, altre nazionalmente. Da federalista penso che si debbano "tirare" al massimo le autonomie statutarie regionali. |

| Più livelli di partecipazione. Dal tesserato, che partecipa alla vita politica e organizzativa nelle decisioni che vanno prese di continuo in un Partito, al cittadino-elettore che si esprime su grandi temi cruciali per il PD (penso alle alleanze, o ad una posizione ferma sui dico..) Così si salvaguarda il partito da una gestione notabilare (chi è tesserato partecipa effettvamente) e allo stesso tempo si propone un nuovo tipo di politica, che non si chiude a riccio ma sonda il parere della sua gente, anche di quella che non ha tempo nè voglia di partecipare attivamente.. |