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Magda Negri

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Il "Bene comune di Torino"

Gran folla ieri al Collegio San Giuseppe per discutere del "bene comune di Torino", dopo gli appelli del Sindaco Stefano Lo Russo, del Presidente della Regione Cirio, e del Aecivescovo di Torino, Monsignore Roberto Repole.
Pubblico anziano, purtroppo, preminentemente maschile, e molto in sintonia con le tesi espresse dai relatori.
La serata è incominciata con un piccolo incidente, il non funzionamento delle slides portate dal sociologo De Vico, docente universitario e curatore dell'annuale progetto Rota, e quindi il tutto è stato affidato a Youtube, all'attenzione dei singoli, alla presa di appunti dei più volenterosi, come me.
I dati sono noti...
Ne ricordo alcuni: Torino è al 15 posto come Area Metropolitana per reddito, non è un magnete attrattivo come Milano e Bologna, ma segnala minori diseguaglianze e un forte grado di attrazione di studenti italiani e stranieri nelle sue università.
Il turismo e il food sono in grande sviluppo, ma sono all'ultimo posto per creazione di posti di lavoro e numero di addetti.
Nonostante la sostanziale estinzione del gruppo Fiat e l'incertezza attuale di Stellantis (che a livello mondiale occupa in Italia solo il 15% dei suoi dipendenti, di cui l'1,5% a Torino, mentre 10 anni fa era in Italia al 27%) rimangono elevati, nell'area Metropolitana di Torino gli addetti all'automotive, nell'elettronica, nell'informatica, nell'aerospazio.
Sono state ripetute le note analisi sulla differenza del lavoro degli adulti, ancora stabile, e la precarietà crescente del lavoro giovanile.
Torino inoltre esporta laureati, e vive una profondissima crisi demografica.
Interessante quanto ha ricordato il Presidente Cirio alla cerimonia avvenuta all'università del Piemonte Orientale con il Presidente Mattarella.
Il 78% dei laureati piemontesi della seconda università del Piemonte sono i primi laureati delle loro famiglie.
Io e mio cugino, ad esempio, siamo i primi laureati delle nostre famiglie operaie.
Ma ci laureammo 50 anni fa.
Trovo impressionante che bassi livelli di scolarizzazione si siano mantenuti in realtà pur prospere come Alessandria, Novara, Vercelli, Verbania ecc., a testimoniare un vero problema di arretratezza regionale.
Politicamente la serata ha voluto mandare due messaggi.
Il diritto della comunità torinese è piemontese a conoscere il vero futuro di Stellantis per poter intervenire anche su altri soggetti industriali costruttori di auto e favorirne la collocazione nel nostro territorio.
IL crollo demografico piemontese, compensabile nel lungo periodo con nuove politiche di welfare, ma nel breve solo con una diversa gestione dell'immigrazione.
Qui, sotto traccia, pur nel fair play della discussione, che non prevedeva contraddittorio, si è colta la differenza tra l'arcivescovo rispetto al presidente della regione, tendente a minimizzare il disagio degli immigrati, che in Piemonte sarebbero solo di passaggio verso Francia e Germania, e quindi piuttosto elusivo verso politiche di accoglienza, formazione e stabilizzazione degli stessi per contribuire alla ricchezza della società piemontese.
Ieri sera ho avuto modo di vedere direttamente il Cirio' style.
Empatico, gentile, teso a smussare ogni problema, a evitare il confronto diretto, a corresponsabilizzare tutti i passati governi nelle criticità esistenti, a enfatizzare (ad esempio assunzione personale sanitario) i propri risultati, svicolando dalle promesse mancate.
Non è un avversario facile.
Culturalmente - eravamo in un ambiente religioso con forte presenza di pubblico cattolico - hanno dominato i concetti di comunità, amicizia, accoglienza dei diversi.
L'arcivescovo ha citato la Festa dei Popoli del 6 gennaio nella chiesa del Santo Volto, organizzata dalla Pastorale Migranti, come intensissima ed emozionante esperienza di vita.
Non sono mancate critiche alla cultura nichilista, all'eccesso di razionalità nell'affrontare i problemi sociali, all'insufficienza delle analisi sociologiche e statistiche per comprendere la realtà che cambia.
Una sensibilità diversa, ad esempio dalla mia, che credo molto nelle analisi oggettive per comprendere i fenomeni sociali.
Comunque grande serata, che avrà conseguenze sulle politiche dei partiti e che spero diventi un'agenda pubblica ben compresa dai nostri cittadini.
Reindustrializzazione del Piemonte, strategia sull'immigrazione qualificata nel lungo periodo, solidarietà e altruismo contro ogni ostilità nei confronti dell'altro e del diverso....
Belle analisi e bei sentimenti.
Ma, uscendo, c'era una folta delegazione di lavoratori in cassa integrazione e in Naspi, che avevano tentato di interloquire, ma erano stati gentilmente zittiti, con semplici cartelli fatti a mano da loro stessi.
C'era scritto: "Cirio e Chiorino perché non ci rispondete? Perché non ci ricevete? Cosa dobbiamo fare per parlare con voi?".
Spero che ieri notte, quando tutti ce ne siamo andati, il Presidente della Regione abbia provveduto.
 
 

Pazza idea

Pazza idea..non so se più ingenua o pazza.
Nel Medio Oriente oggettivamente il conflitto si estende, Biden e Blinken sembrano non farcela a fermare la strategia di Netaniahou e l’Iran protegge tutte le milizie sciite di tutti i nemici di Israele.
Il piano bellico è di lunga durata.
I civili palestinesi resteranno per non breve tempo vittime innocenti.
La mia pazza idea è la seguente: con l'accordo delle famiglie palestinesi si potrebbe organizzare un ponte aereo per portare in Europa per il tempo necessario i bimbi più esposti e fragili.
Migliaia di famiglie europee sarebbero in grado di proteggerli … per il tempo necessario.
Una sorta di affido internazionale per emergenza bellica.
Idea tanto pazza?

Domenica in bocciofila

Come sempre ospite e maestro di sala Paolino, nella sua simpaticissima piola ex bocciofila vicino a Via Frejus.

Siamo qui per festeggiare il compleanno di Luciana e la ripresa di Fabrizio Morri dopo una lunga convalescenza.
Tanti buoni propositi per il 2024.
 

 

O "Sì" o "No"

Forse il resoconto della seduta e la sintesi delle dichiarazioni di voto aiutano a capire il pasticcio delle astensioni simmetriche del Pd, sia verso la mozione di maggioranza che diceva A, che verso quella dei 5S che diceva B.
Abbiamo rotto la prassi delle posizioni unitarie sul sostegno alla resistenza ucraina incominciata con Draghi… e da allora sempre confermata.
Il Pd ha cambiato strategia su tutto questo?
Certamente no..
E allora perché non abbiamo votato come Azione e IV la mozione di maggioranza che andava tutto sommato bene?
Schlein ha detto ieri a La7, sempre molto sorridente.. “perché non diamo più deleghe in bianco a un governo che non se lo merita e di cui non ci fidiamo?.”
Quindi il dossier Ucraina non c’entra più di tanto.
Questione generale Alfieri in dichiarazione di voto e Provenzano ai giornali aggiungono particolari.
La Mozione del governo non sollecitava abbastanza l’azione diplomatica e non si condannava abbastanza l’ostruzionismo di Orban.
E perché non abbiamo votato contro la mozione dei 5S che non vuole più sostenere l’azione militare degli ucraini.. nel momento peraltro di massimo sforzo di Putin, coronato anche da successi militari e politici, aspettando Trump?
Io penso per un malinteso senso di alleanze comunque, anche a costo di incrinare l’immagine e il ruolo dell’opposizione del Pd, partito naturale dell’alternativa futura al centro destra.
La politica estera... fulcro di ogni possibile funzione di ogni partito, non sopporta eccessivi tatticismi e virtuosismi lessicali.
Non si può dire "ne' ne".
Ma solo "si o no".
Specialmente quando la guerra di aggressione continua.. anzi si intensifica.
 

"Elezioni europee 2024, le manovre in corso"

Tempi strani e amari si preparano per i cittadini elettori.
Per le regionali il centro sinistra, in crisi di identità, congela le primarie di coalizione, cui pure il suo Statuto lo obbigherebbe.
Mentre assistiamo in questi giorni a un puro gioco di potere dei partiti del centro destra ributtato sulle realtà locali.. a prescindere.
Sul gran teatro delle elezioni europee quasi tutti i leader pensano di candidarsi in funzione di traino del proprio partito nazionale e di interesse personale.. pur certi di non mettere piede a Bruxelles, neanche un giorno.
Qualcuno parla di inganno degli elettori.
Meglio dire strumentalizzazione.
Silenzi sui veri nuovi membri da eleggere in Europa, come fosse materiale di risulta.
Ma personalmente resto ottimista.
Queste elezioni europee sono così strategiche che i problemi si imporranno nella loro oggettività.
Speriamo che gli elettori non vengano confusi da troppa polvere propagandistica e sappiano cosa e chi scegliere davvero.
 
 

"Da un secolo all'altro"

Penso una cosa per me importante, da professoressa mancata.
Nel 2024 andranno a votare 4 miliardi di persone.. per 76 paesi.. mentre il mondo si infiamma per conflitti crudeli e apparentemente ingovernabili.
Intanto un gran rumore di fondo giornalistico e non solo su eventuali confronti tra i leader e sui litigi per le imminenti elezioni regionali.
Anche la crucialità delle elezioni europee sembra perdere spessore in questi giorni.. persi a prevedere nomi dei Presidenti e le loro alleanze.
Quindi prendiamoci sul serio e prepariamoci all’esame del 2024.
Si ripassa il nostro passato prossimo, di cui siamo figli e protagonisti.
Tutti a leggere e a sottolineare il gran libro di Massimo Salvadori "Da un secolo all’altro", Donzelli editori.
Esamina i fatti dal 1980 al 2022.
Nella dittatura dell’istante e dei sondaggi.. potremmo rischiare di perdere il filo.
 
 

Befanissime 2024

Fra poche ore verranno a Torino 2 care amiche.. per un giro in centro e sperando di vedere una buona mostra.
Ho prenotato un ristorante tipico che non conoscono in Piazza Vittorio e certamente scherzeremo sulla coincidenza della Befana.
Ultrasettantenni… ci autocollochiamo volentieri nella suddetta categoria.
Eppure penso che la nostra è una generazione davvero fortunata.
Ricca di relazioni.. di interessi, di amicizie profonde… prima e oltre dei nostri rapporti di coppia… stabili o mutevoli che siano o siano stati.
Alcune sono madri altre no..
Alcune di noi sono figlie uniche… ma le amicizie scelte compensano alla grande rapporti familiari trovati o imposti.
Le donne della mia generazione hanno lottato per la propria libertà e ne godono ora pienamente i frutti, specie quando l’età avanza.
Non so se queste considerazioni possono valere per i miei amici maschi… che vedo tendenzialmente più in crisi.
A ogni genere la sua storia e i suoi percorsi.
Oggi festeggiamo noi stesse...
Befanissime libere e felici.
Felici è esagerato.
Diciamo soddisfatte.
 
 
L'anno scorso.
Evidentemente la Befana mi ispira
Manca sempre la scopa ... però.
 

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Salvare l'Europa: come uscire dal debito e dalla stagnazione

Venerdì 26 febbraio 2016
Sala Viglione, Palazzo Lascaris
Via Alfieri 15
Torino

Presiede: Magda Negri

Intervengono: Davide Gariglio, Mercedes Bresso, Alberto Majocchi, Enrico Morando

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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