Sono molto contenta che i compagni e gli amici riuniti nella 3 giorni di Montepulciano abbiano finalmente fatto pace con lo Statuto del PD.
E’ infatti noto che il principio cardine costitutivo del Pd è l’identificazione tra il segretario del partito eletto con primarie aperte e il/la futura Presidente del Consiglio.
Questo “comandamento” è stato sempre contestato dagli Orlando, Speranza, Zingaretti.. anche con il consenso di molti iscritti.. convinti che la figura del Segretario/a del Pd dovesse essere funzionalmente divisa e diversa da quello del Presidente del Consiglio.
Ne fanno fede le mozioni e le candidature dei congressi di questi anni.
Bene allora.. siamo finalmente d’accordo.
Tanti anni di dubbi e anche qualche pragmatica previsione sui problemi della coalizione hanno però portato a un arricchimento di questo principio e alla integrazione dell’art. 5 dello Statuto con i nuovi comma 2 e comma 3.
Lo stesso Segretario, per gli interessi del Partito e del Paese, può proporre alla Direzione un’altro nome per la funzione di Presidente del Consiglio (comma 2) e qualora il Pd aderisca a una coalizione e si utilizzino le primarie all’Assemblea nazionale, si possono presentare altre candidature oltre a quella del Segretario e, se accettate, andranno tutte proposte al tavolo della coalizione.
Ho fatto anche io un rapido ripasso, ma non ho dubbio che i leaders del “correntone” conoscessero a fondo la ricchezza e le potenzialità democratiche dell’Art. 5 dello Statuto.
Lo Statuto.. la nostra Costituzione.
Art. 5, comma 3.

Art. 5, comma 2.

https://www.ilfoglio.it/politica/2025/11/29/news/schlein-e-i-valorizzatori-di-montepulciano-meloni-ad-atreju-mi-voleva-irridere-franceschini-la-difende-8380643/




