La bellissima biblioteca del Polo del 900, che non conoscevo.
Mi hanno sgridato perché ho parlato a voce alta.
Dalle h18 in poi chiude e si possono fare dibattiti.


Si presenta il libro “L’ultima domenica del Pci”, di Walter Dondi, il giornalista che seguì quella giornata e quella serata.
Ne discute con Enrico Morando, tra i principali protagonisti di quella stagione.

Agile, emozionante, quasi un “giallo”.
Perché l’ANSA quasi non diede notizia di quella storica giornata?
Perché solo il giornalista de L’ Unità, presente Walter Dondi, con intuizione politica rapida, riuscì a far filtrare che in quel “tutto è possibile” di Occhetto stava il cambiamento del nome del PCI?
Perché dopo la strage degli studenti a Tien Ammen e la caduta del muro di Berlino fu così difficile in parte del mondo della sinistra capire il mondo nuovo e la necessità di mettere la storia dei comunisti italiani fuori dalla crisi del socialismo reale?
Bellissima interlocuzione fra Matteo D’Ambrosio, EnricoMorando e l’autore Walter Dondi.
Alla fine un corale punto d’accordo.
Senza il cambio del nome del Pci e il suo mettersi nel campo della socialdemocrazia europea negli equilibri mondiali e nazionali.. non sarebbe nato il Pd, Prodi etc.
Fra tanti problemi e affanni, normali nelle democrazie dell’alternanza, almeno abbiamo l’orgoglio di non aver disperso un patrimonio.
Per questo ringraziamo Achille Occhetto.
Poi le rivoluzioni possono divorare i propri figli.
Ma noi sappiamo di averlo sempre avuto vicino.




