Ognuno celebra il Capodanno come sa e può… gli individui, le comunità e anche gli stati.
Nell’immenso palcoscenico mondiale di ieri notte mi ha impressionato la magnificenza del Capodanno alla muraglia cinese, aperto da un’elegantissima parata militare e il discorso di XI.
Discorso imperiale: il 2026 celebrerà l’avvicinamento di Taiwan e il miracolo cinese.
Più sobrio ma altrettanto “bellicoso” il messaggio di Putin.: il 2026 sarà l’anno della vittoria.
Detto così.. non esattamente un presagio di una pace giusta.
E allora, con questa geopolitica del dominio che invade anche le private emozioni dei cittadini del mondo.. quanto sono parse sagge e storicamente fondate le parole ieri sera del nostro Presidente Mattarella.. contro la logica di potenza che impone la propria forza contro il diritto dei popoli.
Disarmare le parole per costruire la pace possibile e duratura.
Chissà quanti giovani hanno fatto tempo ad ascoltarlo, prima di tuffarsi nella festa.
Era un discorso per loro, di fiducia e di chiamata alla corresponsabilità verso la Storia della Repubblica.
Nel 2026 si celebrano gli ottanta anni dalla sua fondazione.
Si prepara un passaggio di testimone generazionale.
Avessi avuto trai 20 e i 30 anni ieri sera, e avessi ascoltato il Presidente… mi sarei emozionato/a un po’.. mi sarei sentito più importante.. chiamato in causa..
Passaggio di testimone.
Operazione molecolare.. difficile.. richiede molta fiducia nelle istituzioni e nella democrazia.





