Condivido profondamente le valutazioni di Luciano Violante oggi su “Il corriere” di Torino.
Ritorna in tutta la sua durezza sul caso dello sgombero di Askatasuna, il problema del rapporto tra espressione del dissenso anche più radicale e la violenza politica.
Dice giustamente Violante che la tolleranza verso la violenza politica la legittima.
Sempre.
C’è confusione a sinistra su questo punto.
Occorre un grande lavoro pedagogico come si fece negli anni 70 e 80 nelle fabbriche e nelle scuole.
Oggi c’è un gran lavoro da fare anche nelle superiori.
Il Sindaco aveva creduto in un patto, che è stato violato.
Tutto ciò detto .. occorre pesare i nuovi fatti che si sono determinati e le intenzioni degli attori principali di tutta la vicenda.
Torino non si merita mesi di scontri, di vetrine spaccate, di intimidazioni, di paura.
Deve esserci un argine invalicabile tra ogni forma di disagio e di dissenso e la violenza politica proclamata, organizzata, teorizzata come forma di “logoramento” dell’avversario”.
Su questo argine, parti della sinistra cittadina e nazionale danzano con superba leggerezza..
Il PD stia altrove: vigile contro le provocazioni della destra e insieme la forza principale a difesa della legalità e della convivenza civile.
E’ la legalità il primo bene comune a difesa dei più fragili e deboli.
Ognuno faccia la sua parte.. Torino non si merita giorni come questi.





