Non poteva incominciare in modo più opportuno l’Università del dialogo del Sermig.
Ieri sera il solito folto pubblico ad ascoltare Lorenzo Pregliasco in dialogo con alcuni giovani sulla fiducia verso: istituzioni, parlamento, forze dell’ordine, Chiesa etc…
Il solito spettro.
Prima del Covid il tema più avvertito era il lavoro.. dopo il covid la sanità.
Alcuni spunti su cui riflettere: la politica è sempre più on demand.. su singoli e transeunti temi e si fa sempre più fatica a capire la complessità delle situazioni.
E tuttavia non facciamoci illusioni.
Non basta essere anche appassionatamente “contro”.
Si cambia voto se la proposta alternativa appare chiara, concreta, comprensibile.
I sondaggi che si rincorrono di giorno in giorno incidono sull’orientamento delle persone?
Non si sa.. non c’è nessuna evidenza scientifica.
In nessun senso.
Le grandi manifestazioni e il cumulo di scambi politici sulle nostre chat, che lui chiama
“attivismo simbolico”, portano a scelte politiche conseguenti?
Non necessariamente, perché politica è assunzione di responsabilità.
Il confine tra l’attivismo e la politica sta nella scelta della categoria della Responsabilità.
Pregliasco non teme più di tanto l’effetto distorsivo dell’AI.
Si termina il dialogo con i giovani rivendicando più orgoglio per i valori democratici dell’Europa.. sempre più assediata da potenze autocratiche.
Discussione matura, non un filo di propagandismo.
Abbiamo imparato.









