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Addio Gianni…

By 09/05/2026Attualità, Blog

Domani sarò naturalmente a Milano.. ai funerali di Gianni Cervetti.
Chissà perché da qualche giorno pensavo a lui, alla sua salute.
Non ero andata alla presentazione del suo ultimo libro.
2 anni fa più o meno, ma ricordo vividamente la bella iniziativa organizzata a Torino dalla libreria di Lega Coop quando si presentò il suo grande lavoro auto biografico “Un compagno del secolo scorso”.
Leggendolo ed ascoltandolo mi chiedevo come si potesse avere una memoria così prodigiosa, da ricordare i più privati particolari della vita da bimbo e adolescente al suo protagonismo nello scenario italiano e internazionale.
Ci sarà tempo per ricostruire la sua biografia politica nelle sedi opportune.
Insieme a Napolitano e Macaluso fu un caposcuola.
Quella dei comunisti italiani che lavorarono per uno sbocco di governo di intere generazioni di militanti e che più hanno.. abbiamo creduto e lavorato per una ricomposizione culturale e politica con il Psi, nonostante Craxi e ben oltre Craxi.
Contro i “miglioristi” si scatenò ogni settarismo e molte interessate manovre.
Ma Gianni era un guerriero.
Con tutti argomentava, con lucidità e pacatezza, senza rancore.
Anche nei tempi bui della “questione morale” milanese, da cui uscì con la schiena dritta, come altri dirigenti.
Non me lo ricordo mai adirato o con polemiche astiose contro nessuno.
Credeva nell’unità più larga delle forze democratiche, era un grande europeista, combatteva frontalmente (anni caldi a Milano) ogni movimentismo che non dichiarasse il suo sbocco politico.
Mi riemerge un ricordo “epico”.
Università Statale di Milano.. via Festa del Perdono tra il 1969 e 1971.
Dopo mesi di discussioni e scontri, anche fisici, con gli operai dell’Alfa il Pci e la Fgci riuscirono ad a riconquistare l’agibilità politica dell’Aula Magna..
Portammo Cervetti, che fece un grande discorso politico.
Sono sicura che altri ricordi riaffioreranno e non me li farò sfuggire.
Come tutti i dirigenti davvero grandi aveva il coraggio della verità.
In accordo con Berlinguer interruppe i vincoli finanziari con l’URSS.
Credo gli sia pesato molto riconoscere – troppo tardi – l’esaurimento di altri vincoli, quelli della forza propulsiva e la funzione, la natura profonda dell’esperienza Sovietica.
C’ero pochi anni fa, con Giancarlo Quagliotti nella sede della filarmonica Verdi, quando il Sindaco di Milano e il presidente della Regione gli consegnarono l’Ambrogino d’oro.
Il giusto riconoscimento a un grande milanese, un grande italiano.

Addio Gianni.
C’eravamo quasi tutti, amici e compagni di una vita.. e poi i giovani artisti e studiosi che “curavi” negli ultimi anni della tua vita.
I primi maestri della “tua”, i Verdi, ti hanno accompagnato con le amate sinfonie, per te che ne eri appassionato, hanno letto brani dalla Divin Commedia.
I tuoi famigliari hanno raccontato le tue dolcezze nella vita famigliare..
Fassino..Morando, Matteoli, Lia Quartapelle, Marilena Adamo, hanno attraversato insieme a te 70 a ni di vita politica e culturale.
Formidabile la tua nipote trentenne.
Vi salutavate tutti i giorni con un “(vecchio) ciao ..vecchio ci sentiamo domani”.
Quel domani non sorgerà più, ma tanto sopravviverà di te nei giovani e nei meno giovani che ti hanno incrociato nelle loro vite..

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MAGDA NEGRI

www.magdanegri.it

IL MIO PARTITO