Il problema non è l’esito concreto e immediato della Flottilla internazionale, che ha comunque raggiunto il suo scopo dichiarato: dimostrare che Israele viola il diritto internazionale, pervicacemente, anche di fronte a militanti pacifici, disarmati, preparati ghandianamente ad essere attaccati e dirottati.
l problema non è dunque quello dell’equipaggio del mare, ma quello dell’equipaggio di terra, passo dopo passo collegato ad ogni barca.. da cui riceveva descrizioni e direttive.
Un collegamento organico che deve in questi giorni sostenere grandi manifestazioni di massa, annunciate con la parola d’ordine “bloccate tutto”
Mi ha colpito non questa, ma l’altra notte, l’intensità dello sguardo e la forza con cui il comandante di una barca, di origine mediorientale, in collegamento con La7, ha detto in un italiano faticoso “Bloccate tutto”.
Lo sdegno popolare per il popolo palestinese, preso per fame, merita ora sbocchi politici.
Il movimento sarà giudicato sulla credibilità degli sbocchi politici dichiarati e realistici.
Adesso che si apre una fase di tregua.. se non di pace..
Adesso che la Cgil impegna la sua organizzazione…
Si possono fare concreti passi avanti, oppure precipitare nella liturgia dell’estremismo impotente.
Con un caveat che deve valere per tutti.
Attenti alla rinascita del sempre latente antisemitismo.
Gli studenti della Sapienza che gridavano in coro “siamo tutti antisionisti” avevano ben chiara la differenza tra antisionismo e antisemitismo?
Credo di sì.. voglio credere di sì.




