Noi ragazzi/e degli anni ‘60 di famiglie non abbienti e residenti in città lontane dal mare abbiamo imparato a nuotare da autodidatti, nei torrenti e nei fiumi, in compagnie di coetanei.. alla buona.
D’estate in bici o motorino raggiungevamo il Sesia o il Ticino e passavamo interi pomeriggi in acqua.
Molto ardimentosi, avevamo un solo caveat .. non andare sotto il ponte di ferro di Galliate, perché lì c’erano i mulinelli che ti tiravano sotto.
E’ un miracolo che nessuno di noi sia annegato.
Adesso i fiumi non sono balneabili e ci soccorrono numerose piscine.
Io ho deciso di frequentare quasi ogni giorno l’Acquatica, che ha bellissime corsie.
Un altro mondo.
“Alla buona” ci sono solo io.
Tutti piuttosto giovani, super palestrati, con uno stile perfetto.
Sono squali, fanno 50 metri in poche bracciate, con ore di lezioni di nuoto alle spalle.
In fondo sono finita in un ambiente selettivo.. mi dico.. ma il confronto impietoso.
Ho deciso di prendere lezioni di perfezionamento nuoto per adulti.
Ma resterò sempre l’ultima della corsia.
Gap generazionale insuperabile.




