Dicono che a Gennaio si innalzi il numero delle persone che si suicidano buttandosi sotto i treni.
Non so chi fosse la persona che ieri sera ha scelto un quasi doppio suicidio, gettandosi da un ponte sopra i binari della Milano/Torino, più o meno verso Vittuone.
Nei pochissimi annunci dati a una folla di passeggeri, fra cui io, sui treni bloccati per ore .. l’hanno crudelmente definito “cadavere” come fossimo in un obitorio.
Lontano da lui e dalla sua tragedia (pochissima compassione e molta irritazione) la folla, per lo più giovane e impiegatizia, di lavoratori qualificati dell’ITC, molti giovani ingegneri, Iinguaggio comune, scambio di app.
Tantissime ragazze, alcune straniere, una addirittura dal Kazakistan, tutti pendolari su Milano per lavoro, anche se non quotidianamente per lo smartworking… ebbene tutta questa giovane e colta umanità si comporta esattamente come i loro nonni.
Assalto all’unico pulman senza nessun autogoverno.. non si sa se ne arriverà un altro .. non si sa quando ripartiranno i treni bloccati.
Chi resta a terra (selezione naturale dei più deboli e dei meno rapidi) si arrangia come può.
L’unico capotreno del regionale non riceve e non dà informazioni.
Non è colpa sua.
Ma i miei giovani compagni rimasti a terra (tutti laureati) sono bravissimi a smanettare..
Troviamo taxi Uber..
Bisogna pagare prima con le app.
Io sono l’unica che paga la sua quota cash… raggiungiamo la stazione di Novara e prima o poi un treno passerà.
Arriviamo a Torino dopo le 23.. e.. dopo ore di silenzio.. mancata informazione a noi “customers”, ci accolgono alla fine con un pacchetto di generi alimentari di conforto.
La ragazza del Kazakistan, in Italia da 2 anni, perfetto italiano.. anche lei ingegnere, corre contenta perché passa l’ultimo bus sostitutivo del metro.
Domani sapremo qualcosa di quella povera persona che i pochi avvisi fatti dagli altoparlanti delle Stazioni ha fino all’ultimo chiamato “cadavere”.




