La questione migratoria sta diventando una succulenta occasione di disinformazione di massa.
C’è una sostanziale differenza fra i siriani profughi da una feroce guerra civile e la regolarizzazione dei migranti spagnoli, già residenti da anni e con regolare occupazione.
Per la Spagna c’è una specificità di un rapporto particolarissimo con le ex colonie, un flusso di potenziali cittadini e lavoratori con la stessa lingua e la stessa cultura.
Conosco personalmente esuli cubani che la Spagna ha trattato con particolare generosità perché in età di pensione e con un cognome che testimoniava la discendenza dai colonizzatori spagnoli.
Tutt’altro mondo rispetto migrazioni dai paesi islamici e/o dall’Africa SubSahariana.
Il nodo da sciogliere è il rapporto con i paesi di emigrazione per intervenire, formare e scegliere in loco il tipo di emigrazione necessaria allo sviluppo dei paesi europei.
Si deve scegliere e formare chi deve entrare, non solo chi rimandare a casa.
Penso a una politica selettiva e formativa.. non tanto agli hub esterni perchè “non devono toccare terra.
La dimensione di questi interventi di prevenzione e formazione dovrebbe essere europea.
Idee in giro non mancano.
Non mi sembra utile la politica delle porte chiuse comunque, tanto per guadagnare qualche voto.
Sbaglia Meloni e anche Weber che andrà a caccia di dublinanti da rimandarci indietro.
Con la politica dello scaricabarile tra paesi europei non si va lontano.




