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Intervento di Morando a Prato..

By 02/10/2026Ottobre 6th, 2026Attualità, Blog

Intervento di Morando a Prato.. molto “in tempo” per la direzione del Pd di oggi.
Temi: Ucraina e primarie.
Su questo secondo punto..
Morando propone una dimensione alta e di sfida delle primarie, una sorta di congresso della coalizione che si formerebbe di fatto politicamente in questa sfida coraggiosa.
Modello primarie 2013 tra Bersani Renzi.
Puppato, Vendola ed altri.
Quindi primarie ai gazebo ..a doppio turno.. con piú candidati per incentivare e suscitare la massima partecipazione.
Verso chi vince poi fedeltà assoluta degli altri contendenti.
Ci sono diverse idee, tutte hanno una loro sincera giustificazione.
Purchè non si restringa il campo a una sfida personalistica tra pochi leader.

“Il ritardo che abbiamo accumulato nel percorso di costruzione di una credibile alternativa di governo al destra-centro di Meloni è enorme.
Penso però (o forse voglio pensare) che sia recuperabile. Dobbiamo partire dal riconoscimento che non saranno il comune interesse a vincere le prossime elezioni politiche e la comune contrapposizione alla coalizione di Meloni -da soli- a determinare questo recupero. Infatti, non credo che manchino-nella possibile coalizione-nè la consapevolezza dell’esigenza di unità, né la determinazione ad impedire che il destra-centro torni a prevalere grazie alle nostre divisioni.
Dobbiamo tuttavia chiederci perché – mano a mano che si avvicinano le scadenze – sale il tono della contrapposizione tra potenziali alleati, soprattutto ad opera del M5S di Conte, spesso in convergenza con AVS.
È tempo di prendere atto che la legittima iniziativa politica del nostro principale (potenziale) alleato ha chiuso ogni margine alla diplomatizzazione del confronto, ai compromessi verbali tra opzioni di fondo decisamente lontane l’una dall’altra.
Conte persegue apertamente un riequilibrio nei rapporti di forza interni al campo progressista, agendo contestualmente sia sulla leadership dell’intera coalizione, sia sui contenuti fondamentali del programma di governo. È molto rilevante che il leader del M5S abbia scelto di ricercare questo riequilibrio lavorando sul terreno del consenso popolare.
Le primarie per la scelta del candidato Presidente del Consiglio sono -a questo punto- la sede nella quale non si decide solo sul leader della coalizione, ma anche, e conseguentemente, sul nuovo punto di equilibrio in materia di collocazione internazionale del paese nel nuovo mondo del “ritorno degli imperi“; di integrazione della politica estera e di difesa europea; di politiche per la crescita e la democrazia economica; di ridefinizione degli obiettivi e degli strumenti delle politiche ambientali; e così via…
Che questa sia la scelta di Conte è risultato evidente fin dal primo appuntamento “elettorale“ della coalizione, a Napoli: se la minaccia russa è un’invenzione di chi vuole spendere per le armi i soldi che si dovrebbero spendere per gli ospedali, allora l’intera piattaforma politico-programmatica della nostra famiglia politica europea, il PSE, è smentita in radice. Il programma elaborato da Nova 2026 racchiude il senso di una sfida politica di primissimo livello. E affida la decisione agli elettori più attivi della coalizione, chiamati a votare -a milioni, non a centinaia di migliaia- sul candidato Presidente del Consiglio.
Io penso che non valga nascondersi dietro partigiani e diciottenni. Penso che il PD debba raccogliere e rilanciare questa sfida. Non solo-e non tanto-perché rifiutarla sarebbe un segno di debolezza che preluderebbe alla sconfitta con Meloni; non solo perché -per il PD che le ha importate con successo in Italia- rifiutare le primarie sarebbe un atto contro natura; o, per dirla meglio, contro uno degli elementi fondamentali del mito originario del nostro partito… Ma anche e soprattutto perché il PD può ottenere-nelle primarie- la forza per ridefinire un equilibrio politico programmatico della coalizione coerente con la funzione di governo che esso si candida a svolgere. Un riequilibrio che oggi non appare conseguibile con altri mezzi.
Dunque, orgogliosamente: tutte le energie; tutte le ambizioni di leadership; tutte le proposte programmatiche in campo. Impegnate in un grande confronto che coinvolga il paese nel suo complesso.
Ci saranno asprezze? Verranno in evidenza fattori di divisione? Certamente. Le une e gli altri sono già qui con noi. Ma non si tratterà di fattori di dissoluzione della coalizione, perché saranno stati gli elettori più attivi a dirimerli. A sciogliere, con il loro voto consapevole e responsabile, i nodi più controversi. E tutti i protagonisti si saranno impegnati a rispettare l’esito di questo grande processo democratico. La realtà vera deve prendere il posto di un accordo finto.
Certo, dovrà trattarsi davvero di un grande processo democratico. Per questo, le primarie debbono essere a doppio turno, con ballottaggio tra i primi due. Primarie che abbiano un così grande potere di decidere, debbono a loro volta essere decise dalla maggioranza assoluta dei nostri elettori: solo le regole usate nel 2012 -con Bersani segretario del partito- per la scelta del candidato Presidente del Consiglio di “Italia bene comune“, danno la garanzia che questo avvenga. E il riferimento alle regole del 2012 deve valere anche per il PD: tutto il PD deve essere in campo al primo turno, per poi consentire che il nostro candidato vinca con chiarezza il ballottaggio. La presenza di un candidato riformista del PD -esattamente come avvenne nelle primarie di coalizione del 2012- è la condizione necessaria per conseguire questo esito.”

Cambiare! L’intervento di Enrico Morando

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MAGDA NEGRI

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