L’80 esimo anniversario della Costituzione è occasione di attente ricostruzioni storiche, anche di specifici territori (Oliva).
C’è in questi giorni una discussione appassionata, anche critiche di merito.. ma mai estraneità.
Non mancheranno strumentalizzazioni e tentativi di accaparramento.
Ma complessivamente sento un clima positivo.
La Costituzione è il patto valoriale e di convivenza tra gli italiani.
Tutti gli italiani.
Art 3 scolpisce la non differenza di sesso, religione condizione sociale.
Proprio in ragione di questo avverto essenziale fare chiarezza sulla integrazione sociale e i diritti politici dei cittadini diventati italiani, per nascita e acquisita cittadinanza.
Non si tratta solo di cittadini di cultura islamica.. anche quelli di provenienza asiatica, con il ventaglio di culture che li caratterizza, dai cinesi ai filippini, ad esempio.
Sotto il manto della Costituzione italiana i giovani “di seconda o terza generazione ” saranno figli a pieno titolo della nostra comune patria.
E’ possibile evitare gli errori di altri paesi europei che ci hanno preceduto per l’integrazione e l’emancipazione dalla povertà economica e culturale in cui spesso i nuovi cittadini si trovano.
Ma .. Ma c’è una condizione imprescindibile.. che prevede molti step e tempo.
Si chiama laicità e democrazia.. la cifra della convivenza dell’Italia e dell’Europa.
Ci si può candidare ad ogni livello per esprimere la propria comunità e concorrere al governo dell’Italia.
Ma Dio e Cesare hanno ambiti diversi.
Laicità e democrazia che non stanno fuori della porta di casa.
Il ruolo delle donne, il rispetto delle bambine, sono materia costituzionale.
Non è una imposizione “assimilazionista”, ma il rispetto dovuto ai tanti nuovi futuri cittadini, specialmente i giovanissimi, che vediamo uscire dalle nostre scuole con lo zainetto, i compiti, gli amichetti italiani.
Io ho molta speranza, ma deve essere una speranza severa.





