Mi aspettavo disordini a Milano.
In tutto l’Occidente, quando ci sono grandi opere o grandi eventi che necessitano interventi di trasformazione ambientale ci sono grandi proteste, per lo più “verdi” e giovanili.
Nel 2024 a Parigi e oggi a Milano ci sono caratteristiche più esplicitamente politiche, per la direzione anarchica del movimento, intrisa dall’elaborazione decennale di molti nostri centri sociali.
Anche i sabotaggi ai treni segnalano una “professionalità” estranea ad ogni spontaneismo.
Della conduzione dell’ ordine pubblico nelle piazze so solo quello che vedo e leggo sui giornali.. e considero le chiarificatrici ricostruzioni di dirigenti sindacali della polizia e di un grandissimo esperto come Gabrielli. Tuttavia vedo una pericolosa discesa agli inferi della discussione pubblica.
Si mettono insieme troppe cose e si oscura l’essenziale.
Per me l’essenziale è il rigetto, da parte di tutti, assolutamente tutti, della violenza politica, in ogni sua forma.
Adesso si accavallano troppe cose: la denuncia dei decreti sicurezza, l’incapacità delle forze di polizia a governare la piazza.. le eventuali provocazioni..
Si teme una svolta securitaria e illiberale.. contro la Costituzione..
Nel calderone si butta anche il Referendum .. i rischi eventuali per l’ autonomia della magistratura etc..
L’ opposizione si melanchonizza, la maggioranza sgoverna con l’impotenza di una raffica di decreti sicurezza che si susseguono senza verifica.
C’è aria di crisi di sistema, profonda.
Cercasi classe dirigente, in senso lato, non solo partitica, in grado di dare al paese ragionevoli certezze, anche di minima convivenza.
In un rinnovato quadro di diritti e di doveri.




