Mi associo al forte “basta” di Paolo Foietta in relazione allo scandalo del rinnovato teppismo in Val di Susa contro i cantieri della Tav, con più di 100 poliziotti feriti e il blocco della Valle.
Mi associo al monito del Presidente Mattarella e alla sua solidarietà agli agenti feriti.
Per tracciare una nuova e insuperabile linea rossa, per capire chi sta di qua e chi di là, ci vogliono comportamenti nuovi e conseguenti.
Dalla non tolleranza della minima violenza politica (senza ovviamente impedire ogni forma di dissenso democratico), alla individuazione dei capi veri del movimento di protesta violenta, alla certa individuazione dei reati e delle pene conseguenti.
Se si pensa che questo è giusto ma impossibile, si sappia almeno che l’incancrenirsi di questi fenomeni spalanca le porte alla destra più illiberale e anti democratica e avrà conseguenze anche nelle urne alle imminenti elezioni politiche.
I tempi sono cambiati e i democratici non possono diventare pigri spettatori di tanta devastazione.. che ciclicamente si ripeterà. Cerchiamo almeno i registi.. non solo in Italia, isoliamoli dal movimento..
C’è molto da fare.
““È ORA DI DIRE BASTA ALLA VIOLENZA: PIENA SOLIDARIETÀ ALLE FORZE DELL’ORDINE”
Mi sento in imbarazzo nel dovere ancora una volta rinnovare la mia solidarietà alle forze dell’ordine, ancora una volta vittime della violenza organizzata, folle e gratuita, targata NOTAV.
Una violenza particolarmente grave – oltre 60 operatori delle Forze dell’Ordine feriti – inammissibile in un paese democratico, pianificata e preparata all’ombra del festival dell’Alta Felicità e della cosiddetta “pacifica” marcia estiva NOTAV.
Sono anni che la cronaca della Valle di Susa è segnata dalle violenze, coincidenti con il campeggio NOTAV ed il festival dell’Alta Felicità; appuntamenti oramai ricorrenti e rituali degli oppositori.
La Valle di Susa è oramai diventata la summer school dell’arcipelago antagonista italiano ed europeo.
BASTA ALLE AMBIGUITÀ !!!.
NON ESISTONO PIÙ GIUSTIFICAZIONI.
NON SONO PIÙ ACCETTABILI LE DICHIARAZIONI PELOSE DEL TIPO
“IO C’ERO MA SE C’ERO DORMIVO”.
Non basta più condannare violenti.
Occorre che tutti i “conniventi”, anche le istituzioni, la smettano di offrire sedi, sostegno e platea a chi pratica oramai abitualmente ed in forma endemica la violenza organizzata contro le Forze dell’Ordine, contro i lavoratori dei cantieri e la maggioranza della popolazione della valle, colpevole di considerare la Torino Lione una opportunità.
Paolo FOIETTA
Presidente della Commissione Intergovernativa Italia Francia
per il collegamento ferroviario Torino Lione.”

Un momento degli scontri fra i No Tav e le forze dell’ordine che erano a presidio del cantiere di San Didero in Valle di Susa (Torino), 30 luglio 2022. ANSA / stringer



