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“Sagge ginocchiate contro Trump. Il tycoon e Meloni possono stare vicini solo in foto, per fortuna”

L’affaire Trump/Meloni si trascina fino alle ultime battute.
Ho trovato un che di vendicativo di disprezzo maschilista nell’attacco di Trump contro quella che considerava la sua testa di ponte nel vecchio continente e che l’ha deluso.
Probabilmente c’era un eccesso di aspettative impossibili da realizzare.
Il filo trumpismo di Meloni è andato avanti con un europeismo debole e ambiguo, incentrato sul no al superamento del diritto di veto.
Contraddizione connaturata ai movimenti e partiti sovranisti.
Spacciare un’Europa debole ed incompiuta, come difesa degli interessi nazionali, mentre l’egemonismo trumpiano umilia e mortifica a livello di satelliti gli stati europei divisi.
Contraddizione che vedremo alla prova l’anno prossimo alle numerose elezioni europee.
Per quanto riguarda l’Italia, mi sembra centrale l’interrogativo che il direttore Cerasa pone alla fine dell’articolo apparso ieri su IlFoglio del 20 Giugno: “la capacità di Meloni di trasformare il suo dissenso trumpiano in un tratto identitario non sarà semplice, ma sarà uno dei terreni su cui si giocherà probabilmente il suo futuro alle prossime elezioni”.
Cosa che ci riguarda.

https://www.ilfoglio.it/esteri/2026/06/20/news/sagge-ginocchiate-contro-trump-il-tycoon-e-meloni-possono-stare-vicini-solo-in-foto-per-fortuna–400926

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MAGDA NEGRI

www.magdanegri.it

IL MIO PARTITO