Se ne è andato il Cardinale Camillo Ruini, per più di un decennio capo dei Vescovi italiani.
L’ho vissuto come un leale e implacabile avversario quando, nel 2005, Libertà Eguale decise, insieme ad altre associazioni laiche di cultura politica e al Partito radicale, di promuovere un referendum abrogativo delle parti più gravi e limitanti della legge sulla Fecondazione assistita, quali l’obbligo dell’impianto di tutti gli embrioni prodotti, il divieto della fecondazione eterologa e dell’analisi pre impianto degli embrioni per coppie portatrici di malattie genetiche.
Ricordo la passione, la serietà, l’impegno delle donne e di tante famiglie, del mondo scientifico.. in quel delicato referendum.
Materia incandescente, ma affrontata con serietà intellettuale e sensibilità umana.
Ruini mobilitò contro tutte le parrocchie italiane e genialmente organizzò l’astensionismo dei fedeli.
Legittimo.
E’ la clausola di dissolvenza interna del nostro referendum abrogativo.
Per fortuna, in questi 20 anni, la Corte Costituzionale della Repubblica italiana ha migliorato sensibilmente la legge 140, arrivando la’ dove il parlamento non riusciva e la Chiesa non voleva.
Mi colpì molto quando, come Vicario di Roma, negò i funerali religiosi a Welby, peraltro un cattolico credente, che non poteva più sopportare lo strazio della sua malattia.
Non so quale fumettista pubblicò una bellissima vignetta… di un Cristo in croce che si liberava dai chiodi e si chinava pietosamente verso Welby.
Fioriscono i commenti su una nuova fase della storia della Chiesa Cattolica, sui temi della vita e della sua fine.
Mi auguro.. forse..
Questo però è stato il lascito del Cardinale Camillo Ruini, raffinato stratega politico, grande teologo, principe della Chiesa, custos fidei.




