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Se anche i generali piangono
venerdì 18 maggio 2012
Sarà lunga e sarà difficile. Abbiamo iniziato in commissione le audizioni dei sindacati e del personale civile della difesa e ieri mattina dei Cocer in rappresentanza del personale militare interforze.

Incomincerà a breve la più grande e anche dolorosa ristrutturazione dell'esercito italiano che dovrà portare entro il 2024 ad una riduzione d'organico di circa 40 mila persone, necessario, inevitabile ma non si può banalizzare. Ce l'ha ricordato il generale di corpo d'armata Rossi che da sei anni guida i Cocer e non ha avuto pudore a commuoversi quando ha esortato i parlamentari a tutelare il personale meglio di quanto lui sia riuscito a fare in tanti anni, perché il processo di riconversione e spostamento verso altre amministrazioni dello stato a suo parere non sarà possibile.

I rappresentanti del Cocer hanno evidenziato il loro problema essenziale: non rinunciare alle stellette, non passare al civile. Essere militari non è un lavoro: è una missione, è un'identità. Sembrano disposti a tutto, anche al modello francese, che prevede circa 20 anni di lavoro per i militari e poi il pensionamento con pensioni modeste. Non mi sembra applicabile in Italia.

Abbiamo appena cominciato in Senato ad affrontare questo problema, che sarà complicato e doloroso più di quanto i numeri possono dire.

 
Un tunnel ancora lungo
venerdì 18 maggio 2012


Guardiamo con molta fiducia al nuovo governo francese, ricco di tutte le personalità del partito socialista francese e guardiamo con soddisfazione all'esito delle elezioni in alcuni land tedeschi che hanno lanciato un monito alla Merkel, che accanto alla politica di rigore affianchi quella di crescita. Apprezziamo il grande sforzo che Monti sta facendo per aprire la seconda fase dello sviluppo, oltre alla prima del rigore. Ciò nonostante siamo ancora in una fase di grande difficoltà finanziaria. I greci si affollano a ritirare i loro risparmi e non si sa se la Grecia riuscirà a stare nell'euro. Se la crisi greca non verrà risolta ci saranno effetti molto pesanti su tutt'Europa. Il tunnel è sicuramente ancora piuttosto lungo.

 
PD verso un'economia più "green"
giovedì 17 maggio 2012
Concentriamo le energieIl PD regionale si è fatto molto green e ha scelto di concentrare la sua proposta di in tema energetico pressoché solo sulle fonti rinnovabili e la green economy: questo è emerso durante il convegno Concentriamo le energie tenutosi l'11 e il 12 maggio a Torino.

Ci sarebbe da discutere anche di molto altro: la ricerca dell'atomo "pulito" (Rubbia), il prezzo del gas ora che le reti di distribuzione sono più liberalizzate, le nuove piattaforme di estrazione degli idrocarburi in alto mare...

Ma nel cuore della crisi economica con bollette energetiche sempre più care per famiglie e imprese e i campi che si riempiono di pannelli fotovoltaici basterà il green?

È normale che nel 2011 in Italia siano stati installati 1/3 degli impianti di fotovoltaico di tutto il mondo senza sensibili effetti sulla bolletta energetica? Che il prezzo del gas resti il più alto d'Europa? Che a Brindisi rifiutino il rigassificatore?


Comunque bel convegno e bello l'intervento conclusivo del ministro Profumo che tenta disperatamente di stare in modo nuovo nel programma di ricerca Horizon 2020 e di riportare in patria qualche ricaduta positiva.

Profumo è cultore delle smart cities e ci ha ricordato che nel 2025 ci saranno 250 mila terminali intelligenti che potranno, se useremo le tecnologie in senso sociale, cambiare la vita delle nostre città.

Ma sapremo superare le nostre attuali incapacità di gestione? Supereremo la situazione attuale in cui molte sperimentazioni non riescono a diventare un sistema progetto per il paese?

Vale per tutti la nuova norma: i tempi stanno cambiando e tutti gli attori di buona volontà dovrebbero adeguarsi al cambiamento.
 
Disarmo e non prolificazione nucleare: verso il prossimo vertice NATO
mercoledì 16 maggio 2012

La stampa non ne ha quasi parlato, ma ieri sono avvenuti due fatti politico-parlamentari di grandissimo rilievo: l'approvazione alla Camera di numerose mozioni sulle iniziative per il disarmo e la non prolificazione nucleare in vista del prossimo vertice NATO di Chicago, previsto per il 20 e 21 maggio, e le relazioni dei Ministri Terzi e Di Paola davanti le Commissioni congiunte di Esteri e Difesa di Camera e Senato per la presentazione delle proposte politiche del Governo italiano.

Il vertice di Chicago dovrà affrontare i problemi relativi al ritiro dall'Afghanistan previsto nel 2014 e la qualità della permanenza di operatori militari specializzati per l'addestramento dell'esercito afgano e il national building. Siamo in un'altra dimensione ormai, oltre le guerre in Iraq e gli interventi in Afghanistan.

Si aprirà a Chicago il delicatissimo capitolo dell'avvio del programma di difesa anti missilistica su cui avevo già interrogato il ministro della difesa qualche mese fa. Si prevede cioè di estendere all'Europa il sistema difensivo anti missile già sviluppato negli Stati Uniti nell'ambito dello scudo stellare, iniziando dal mettere in rete i sistemi esistenti.

La Russia teme, nonostante le rassicurazioni Nato che lo prevedono come sistema difensivo contro la Corea e l'Iran, che l'obiettivo sia offensivo contro la federazione russa. Il nodo delle relazioni Nato-Federazione Russa è un problema politico militare di prima grandezza che determinerà la qualità del ruolo politico e dell'integrazione con la Nato dell'Unione Europea.

Abbiamo riscontrato nei ministri Di Paola e Terzi una grandissima sensibilità politica su questo tema e la determinazione a coinvolgere la Russia nel programma Nato di difesa missilistica superando ogni fantasma di guerra fredda.

Difficile però dire come andranno concretamente le cose e certamente il vertice di Chicago non conseguirà tutti i suoi scopi se non cancellarà ogni ambiguità.

Per approfondimento:

 

 
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dalle ore 10.00 alle 13.00
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