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Magda Negri

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In memoria di Giorgio Cardetti

L'Associazione Ex Consiglieri Comunali della Città di Torino, per ricordare il decennale della morte di Giorgio Cardetti, mi ha affidato il compito di ricostruire quella piccola ma importante impresa di cultura politica che fu la rivista "Democrazia e Socialismo" - periodico per l'unità delle forze socialiste e per l'alternativa - nata nel dicembre del '91 per iniziativa di Giorgio Cardetti, Domenico Carpanini ed io.
Erano anni terribili, ma creativi.
Caduto il muro di Berlino, volgendo alla fine l'esperienza del pentapartito, esponenti del neonato Pds, cosiddetti riformisti, ed esponenti del Psi non craxiani, tentarono in varie parti d'Italia, una convergenza finalizzata all'unità delle forze socialiste per preparare l'alternativa alla Dc.
Quella di Torino fu tra le più importanti d'Italia, perchè riuscimmo ad editare tre numeri di questa rivista che raccolse le migliori intelligenze della sinistra italiana, da Ruffolo a Giolitti, a Napolitano, a Morando, a Macaluso, a Signorile, Augusto Barbera, Salvadori, Borgoglio, migone, Minpoli, Pasquino, Tamburrano e tanti altri.
La rivista è ora consultabile presso l'archivio storico dell'Istituto Salvemini.
Diversamente dalla cultura proporzionalista della maggioranza del Psi, individuammo, nell'elezione diretta del Presidente del Consiglio, nel Collegio uninominale a doppio turno, l'architrave istituzionale per consentire l'aggregazione delle forze socialiste, liberali, repubblicane, laiche e anche cattoliche e democratiche, per costruire l'alternativa alla Dc e al pentapartito in anni di passaggio cruciale.
Nel 1992 ci fu il referendum per la preferenza unica, nel 1993 la raffica dei referendum radicali e il referendum Segni, sulla modifica della legge elettorale del Senato, che determinarono un passaggio d'epoca.
L'esplodere della questione morale addosso al Psi non consentì lo sviluppo pieno di questo progetto, ma le idee fondative di esso passarono poi nella costruzione stessa dell'Ulivo, qualche anno dopo.
Ieri Domenico Carparini e Giorgio Cardetti mi sembravano insieme a noi.
Mi sembrava di vedere me stessa e loro due e altri compagni amici a scegliere le foto e le vecchie cartoline del movimento socialista e cooperativo italiano per metterle nella rivista, in un ufficietto all'ultimo piano in Piazza della Repubblica.
Fummo i primi in Italia a pubblicare il "Manifesto dei 27" per l'Unità delle forze socialiste, attuale e condivisibile in tutto ancora oggi, per ciò che riguarda l'analisi della crisi della democrazia e, ad esempio, la necessità di una auto riforma dei partiti.
Fa male pensare che 27 anni dopo quasi nulla di quei problemi sia stato davvero affrontato e risolto.
Ma con orgoglio ricordo che ci fu un gruppo di giovani dirigenti che sfidando le maggioranze dei loro partiti, tentarono di indicare una via che potesse salvare, nel mondo nuovo, il ruolo storico della sinistra italiana.

http://www.torinoggi.it/2018/07/19/leggi-notizia/argomenti/politica-11/articolo/il-ricordo-di-cardetti-a-dieci-anni-dalla-scomparsa.html 

Questa volta non ci sono "non"

La forza di un "non"
Trump torna a casa circondato dall'opposizione anche dei repubblicani, con il sospetto di essersi venduto a Putin sul Russia Gate, accusato di aver sconfessato i propri servizi segreti pur di influire sulla campagna della Clinton.....
Quasi un sospetto di alto tradimento.
Ma l 'ineffabile Trump dice che é stato un difetto di traduzione.
Voleva dire che non c'era ragione perché a Russia "non" avesse interferito nella campagna dei democratici.
Spudorato e bugiardo.
Una cosa non smentisce.
Sia lui che Putin considerano l'Unione Europea un nemico.ù
Questa volta non ci sono "non".

Del Pd...

Confesso di non capire, e di non essere dentro presunti giochi e complotti. Per il centro sinistra piemontese è molto grave che Chiamparino abbia deciso, per motivi personali, di non candidarsi per il secondo mandato in Regione.
E' molto raro che non ci si candidi per il secondo mandato, anche se è un sacrificio, è un segnale di difficoltà, di sfiducia.
Ma io rispetto sempre le scelte personali, anche se non possiamo non vedere che indeboliscono la possibilità di vittoria.
Non capisco perchè ci si rassegni così allegramente a questa sua scelta e si passi altrettanto allegramente a far nome di delfini, designati, di preferiti... Il Pd non è il padrone del campo, deciderà la coalizione che speriamo larga e nuova.
Per quanto riguarda la segreteria regionale, già 5 anni fa alcuni di noi chiesero a Sergio di candidarsi segretario regionale in funzione della presidenza della Regione. Adesso spacchettare al contrario non ha molto senso.
Sergio ci aiuterà comunque, ma siamo abbastanza maturi per fare un percorso lineare e democratico.
 

I moderati in attesa della controrivoluzione

Bisognerebbe chiedere agli odiatori sociali pallide imitazioni di Robespierre, che il lavoro di un Robin Hood moderno non è redistribuire orizzontalmente tra categorie sociali omogenee (es. pensionati, dirigenti, pubblico impiego), tentando un livellamento sociale, redistributivo interno, ma attraverso l'uso dello strumento fiscale che incida proporzionalmente sui redditi, anche con patrimoniali straordinarie e contributi di solidarietà straordinari.
Qui casca l'asino. Anzi, cascano tutti e due gli asini: sia quello riformista che quello grillin - movimentista, perchè di anno in anno si espande il lavoro nero non dichiarato, cresce l'elusione e l'evasione fiscale, di fronte alla quale si preferisce, come le tre scimmiette, chiudere occhi, bocca e orecchie.
La Flat Tax è una risposta disperata. Ma la sinistra riformista deve riprendere in mano la questione fiscale, senza paura di perdere voti.
 

L'Edificio Riformista

Ieri pomeriggio tardi, tornando dal convegno di Orvieto, vicino a Firenze il treno rallenta e faccio in tempo a leggere una frase scritta a caratteri cubitali fai soliti writers su un muro scrostato. 
Dice:"Non credo in nulla ma voglio lottare per qualche cosa".
Bella, fa pensare.
Dall' ignavia nichilistica alla insopprimibile voglia di esserci.
Fa sperare.

Al ritorno da Orvieto

Non vedo la partita perche' sono sul treno di ritorno dal Convegno annuale di Libertà Eguale che con sprezzo del caldo e del week end abbiamo tenuto il 14 e 15 Luglio.
Tema impegnativo.
Come ricostruire i pilastri dell' edificio riformista dopo il crollo.
Tanta gente presente. Molti giovani, moltissimi interventi, poca nostalgia.
É tutto ascoltabile e visibile sul sito di Radio Radicale e su quello dell'Associazione.

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Salvare l'Europa: come uscire dal debito e dalla stagnazione

Venerdì 26 febbraio 2016
Sala Viglione, Palazzo Lascaris
Via Alfieri 15
Torino

Presiede: Magda Negri

Intervengono: Davide Gariglio, Mercedes Bresso, Alberto Majocchi, Enrico Morando

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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