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Magda Negri

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Eravamo arrivati nell’aprile del 2006 al Senato a ranghi ridotti, 159 a 156. I primi due atti (che rivelavano una puerile sicumera) furono di perdere subito due voti inviando Marini alla Presidenza del Senato (il Presidente non può votare) e il più fedele dei senatori a vita, Giorgio Napolitano a fare il Presidente della Repubblica.
Ci trovammo quindi 157 a 156, e l’immediata defezione di De Gregorio (Italia dei Valori) fece il resto. I “ribelli” variamente sparsi e variamente emergenti nella sinistra radicale (che d’ora in poi chiamerò conservatrice – identitaria) provvisoriamente concentratasi nei casi dei senatori Rossi e Turigliatto, ha compiuto il resto. Il voto dei senatori a vita, che non possono essere strutturalmente iscritti a maggioranza e opposizione, è per sua natura aleatorio, può esserci sulla fiducia al governo, può mancare in altre votazioni di equivalente (quasi) importanza.
Consiglio i visitatori del mio sito di controllare gli atti parlamentari della drammatica seduta di ieri. Vedranno che senatori della sinistra cosiddetta radicale Bulgarelli, Giannini, Grassi hanno chiaramente annunciato che non avrebbero votato fra pochi giorni il decreto di rifinanziamento della missione in Afghanistan neppure sotto la frusta della fiducia.
E allora? E’ ancora ricucibile la coalizione? Ha ancora “possibilità politiche reali” l’originale esperimento italiano (unico in Europa) di far convivere la sinistra riformista con quella identitaria – conservatrice?
Con Veltroni penso che bisogna metter mano a una nuova legge elettorale che rafforzi il bipolarismo, e andare non troppo tardi al voto.

p.s.
Impazzano i dibattiti.
Ci sono analisi buone e altre meno. Questa mattina a La7 Anngius ha sbagliato - secondo me- quando ha affermato che anche con una legge da noi auspicata, avremmo comunque non guadagnato la maggioranza netta in Senato.
No, con la vecchia legge dei collegi uninominali maggioritari l’avremmo avuta. Forse bastava anche presentarsi sotto l’unico simbolo dell’Ulivo. Col senno di poi…

La Lega, col senatore Pirovano si diverte un po’. Annuncia di voler cambiare il suo solito orientamento di voto, e ci sfida a mettere in votazione le dimissioni dei senatori sottosegretari. Questa volta le voterà, li dimetterà da senatori… Sfidano le nostre paure e le nostre debolezze...

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Salvare l'Europa: come uscire dal debito e dalla stagnazione

Venerdì 26 febbraio 2016
Sala Viglione, Palazzo Lascaris
Via Alfieri 15
Torino

Presiede: Magda Negri

Intervengono: Davide Gariglio, Mercedes Bresso, Alberto Majocchi, Enrico Morando

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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