Il Presidente Napolitano a Bologna in occasione della sua laurea ad honorem, nel suo bellissimo discorso sulla politica parla dei partiti: non c'è movimento culturale, sostiene, che possa sostituire i partiti, anche quando sbagliano, anche quando tradiscono la loro missione. Penso che questo ci riguardi particolarmente, in questi giorni.
Il caso Lusi testimonia una grande crisi. Abbiamo sbagliato quando, costituendo il PD, abbiamo accettato che i finanziamenti pubblici dal 2006 al 2010 rimanessero separati. Allora c'erano tanti debiti, non ci si sposa portando in dote tanti debiti. Adesso però possiamo sanare la situazione: chiarite le responsabilità individuali, tutto ciò che resta dei finanziamenti pubblici e di DS e Margherita venga messo in un unico conto si distribuiscano - io propongo - alle federazioni, ai circoli di base.
Si può chiudere una fase e incominciare anche se tardi una fase nuova.
Il provvedimento sulle liberalizzazioni riguarda solo marginalmente l'ambito della difesa, vi si avvicina però un decreto sull'armonizzazione dei regimi pensionistici speciali alle nuove norme. Il generale Abrate ci ha fatto sapere che gli stati maggiori proporranno oggi di lasciare invariate le età di pensionamento dei militari, con la motivazione di ringiovanire i ranghi.
Mi sono permessa di dire al generale che il paese non avrebbe capito e che si può allungare il periodo di pensionamento spostando i militari negli ultimi anni di attività ad altre mansioni.
Problema di certo molto complesso ma non capisco perché una madre di famiglia dovrà lavorare più a lungo di un militare in carriera.
Sabato a Torino, come nel resto d'Italia, l'inaugurazione dell'anno giudiziario è avvenuta in modo irrituale e felice.
Numerosi i moniti di Monti e di Draghi sulla necessità di sveltire la giustizia civile che costa per la sua inefficienza qualche punto di pil l'anno. Non si compete in Europa con una giustizia civile così "scassata".
Proprio in questi giorni in senato stiamo discutendo un ddl che reca disposizioni urgenti per affrontare la crisi di sovraindebitamento della giustizia civile e per rendere più snello il processo civile.
Si tratta solo di un decreto ma è tale la rissosità trasversale nel parlamento che il ministro l'ha già cambiato due volte e la commissione giustizia è quasi perennemente riunita. Sembra facile...
Il miglior modo di ricordare Luciano Bonet, Presidente di Libertàeguale Torino recentemente scomparso, è rileggere il suo intervento all'ultima assemblea di Libertàeguale ad Orvieto.
Luciano aveva un punto di riflessione centrale che era l'evoluzione della funzione dei partiti nelle moderne democrazie di massa. Il suo stile scettico iper razionalista da sociologo politico in servizio permanente effettivo non faceva però velo alla sua passione politica, per l'azione collettiva e per l'arricchimento della democrazia.