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Magda Negri

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La crisi organizzativa del PD: due analisi a confronto

I due articoli che segnalo di Gianni Cuperlo e Antonio Funiciello, sembrano molto diversi, ma in fondo non è così. Affrontano la crisi organizzativa del PD che alla lunga può diventare crisi politica. L’analisi è identica, cioè di un partito che rischia di diventare una somma di comitati elettorali. Diverse sono invece le soluzioni al problema.

Per Cuperlo potrà essere un partito degli iscritti al progetto, per il mio amico Antonio si tratta di organizzare un campo politico come previsto dallo statuto del 2007 che metta insieme la forza degli elettori delle primarie, la nuova risorsa di coloro che hanno finanziato il PD sottoscrivendo il 2x1000 dei loro redditi, forme plurime, leggere di militanza come sarebbe avvenuto nella campagna elettorale amministrativa di Milano. La natura della leadership dovrebbe unificare tutti questi punti di forza e Antonio guarda- con me- con ammirazione alla forza dei partiti e insieme delle Istituzioni Amministrative. Su questo punto però dovremmo approfondire meglio: il Lazio non è il Kentucky e credo sia finita per sempre l’epoca dell’esterofilia dei modelli importati. Però c’è un ulteriore e più serio problema. Perché le proposte così ben disegnate di Antonio che sono già tutte, da 9 anni, nello statuto del PD non sono state in alcun modo sperimentate e nessuno ci ha lavorato? Perché, avendo la maggioranza, non abbiamo messo a disposizione dei partiti italiani, qualora lo volessero, una legge vera e ufficiale sulle primarie eligibile in caso di brogli e incompetenze? Qualora disponessimo in modo scientifico di una vera e propria banca dati, chi la userebbe in uno stato di tale divisione del Partito?Ecco quindi che il problema del “soggetto politico” evocato da Cuperlo incombe sul “campo politico” alimentatore di tante potenzialità che Antonio vorrebbe strutturare.

Se manca una comune fiducia, una comune strategia, il senso di una comune missione, nessuno muove il primo passo. In otto anni non l’ha fatto nessuno e anche Renzi su questo terreno non ha iniziativa, non ha passione, forse non ha nemmeno idee.

 Consiglio la lettura di:

Ballottaggio 19 giugno: flussi elettorali a Torino

Speravo in una vittoria sofferta e quindi sono molto delusa. Devo dire che nell'orgia delle previsioni e dei commenti postumi, aveva ragione chi già diversi giorni fa aveva previsto che la la vera partita sarebbe stata a Torino e non a Milano e aveva sostenuto la tesi dell'"occasione irripetibile" per l'elettorato di Centro-destra, che, dopo 23 anni di governo di Centro- sinistra si sarebbe aggiunto in massa ai voti originari dei 5Stelle.

Questo studio dell'Università Luiss di Firenze (confermato peraltro perfettamente dalle analisi dell'Istituto Cattaneo) lo dimostra con chiarezza: nel secondo turno Appendino trattiene solo 6 voti su 10 originari e tutto il resto viene dai bacini dei sindaci non andati al ballottaggio.

Ci pensi bene Renzi, che sta costruendo la tesi del voto in cerca di rinnovamento.

Consigli di lettura:

La mutazione genetica porta all'estinzione? Flussi elettorali tra il primo e il secondo turno a Torino (Aldo Paparo, Matteo Cataldi- 20 giugno 2016) 

Non si burocratizza la politica

Sono molto orgogliosa che Biagio De Giovanni , Umberto Ranieri e Salvatore Vassallo abbiano reagito con tanta forza contro il tentativo burocratico di escludere Bassolino dalle Primarie a Napoli.

Grandiosa questa intervista fatta da De Giovanni, un uomo che non ha mai separato l’attività politica dal rispetto delle regole.

Consiglio la lettura di:

Meglio con-vincere

Davvero buona e condivisibile l’intervista di Matteo Orfini sulla stampa di sabato scorso. Dovrebbe aggiungere solo una cosa: che il liberismo solitario e l’impazzimento di correnti e sub-correnti stanno soffocando la capacità espansiva del Partito Democratico.

Occorrerebbe una moratoria generale del conflitto endemico del PD di fronte ai nuovi, enormi, problemi. Pericolosa questa mossa su Bassolino. La sua candidatura mi pare inopportuna, ma cambiare le primarie ad personam mi sembra una violenza che può produrre danni anche maggiori. Quanti sono i Sindaci in Italia che hanno vinto le primarie molti anni dopo essere già stati Sindaci...

È molto meglio con-vincere che vincere.

Consiglio la lettura di:

Veltroni: NO al partito della nazione

È utile leggere l’Unità sempre, soprattutto di domenica per il fondo di Veltroni.

Walter è tornato a parlare di politica in senso stretto e proprio. Il tema che ha posto è un chiaro NO al partito della Nazione e no all’accoglimento di ceto politico disperato proveniente dal centrodestra.

Mantenere alto il profilo di un centrosinistra, riformista, radicale e di governo. Recuperare tutti gli elettori che stanno passando dal PD al Movimento 5 stelle.

Non so se è condizionato dal clima di Roma, ma certo è un problema nazionale di cui discutere.

Almeno, così io l’ho interpretato.

Consiglio la lettura di:

Critica di Polito all'Italicum

Non mi aspettavo da parte di Antonio Polito una critica così radicare dell’Italicum.

È vero che è malato un paese che cambia un sistema elettorale ogni 10 anni, che la maggioranza che approverà l’Italicum sarà più ristretta rispetto a quella che approvò il Porcellum, che i difetti di questa specie di elezione diretta del premier senza contrappesi, visto anche la bassissima soglia del 3%, sono rilevanti.

Ma se non vogliamo arrivare a quello che Antonio Polito teme "un gigante  tanti cespugli" ci sono solo due vie: una immediata e la seconda di più lungo respiro.

La prima. Si riapre interamente la discussione e si trova una maggioranza governativa che introduca i collegi o apparentamenti al secondo turno superando il voto di lista.

La seconda: augurarsi che la destra italiana si ricostituisca unitaria e plurale come forza alternativa di governo.

Questo nodo politico secondo me non è direttamente collegato alla soglia bassa del 3% che era stato inoltre richiesto dalle sinistre e dalla sinistra del partito. Certo che se la destra non si ricostituirà in un medio periodo il PD potrebbe diventare una sorta di partito pigliatutto anche programmaticamente indistinto. Su questo Polito ha ragione, ma non possiamo caricare i processi politici solo sulle fragili spalle di una legge elettorale.

 

Voti grazie a Renzi se la manovra è solida

Consiglio la lettura dell’intervista a Morando uscita ieri su L'Unità:

Mi ha preoccupato Scalfari quando ha definito, nel suo editoriale su Repubblica, la manovra di Renzi "un collage", decretandone la non fondatezza, ma ha concluso dicendo: però meglio così, il PD prenderà molti voti e cambieranno gli equilibri politici.

Invece, come argomenta nell’articolo Morando, se la manovra si rivelasse fragile i voti dureranno poco e si prepareranno molte slavine, anche elettorali.

Speriamo dunque nella serietà di questi interventi.

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Salvare l'Europa: come uscire dal debito e dalla stagnazione

Venerdì 26 febbraio 2016
Sala Viglione, Palazzo Lascaris
Via Alfieri 15
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Presiede: Magda Negri

Intervengono: Davide Gariglio, Mercedes Bresso, Alberto Majocchi, Enrico Morando

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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