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Magda Negri

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Commento un pò rozzo su direzione e dintorni.
Per uno presente ci sono 10 forse ingiustamente esclusi che protestano.
Va così da quando sono nati i partiti democratci .... e lo sappiamo.
Secondo problema.
Sono organismi troppo grandi per funzionare.
Va così da troppo tempo e non ci sono mai le condizioni politiche per cambiare.
Mi sembra che si sia dilatato ulteriormente il numero degli invitati e dei membri di diritto..Poco male..
Terzo problema.
I 20 a disposizione ad libitum del segretario.
Neanche il Segretario è superiore allo Statuto.
Se gli amici di Futura si sono iscritti al Pd nulla quaestio.
Se non sono iscritti valgono come invitati..senza diritto di voto.
La composizione del gruppo hard della direzione..
Molte riconferme, rigorosa divisione correntizia...interpretando Zingaretti mi piacerebbe dire excorrentizia.
Qui le scelte sono state di esclusiva competenza dei gruppi promotori delle varie mozioni.
C' era una sola mozione "pura", quella di Giacchetti, e ha fatto le scelte che ha ritenuto.
Le altre 2 mozioni erano "coalizionali", con maggiori difficoltà quindi.
Zingaretti era un maxi correntone di ispirazione veltroniana - soluzione per me necessaria per mettere in sicurezza la sinistra e il Pd nella situazione attuale - che ha trovato i suoi equilibri tra i gruppi storici fella sinistra interna: Fassino, Franceschini, Boccia, qualche nome di origine prodiana o veltroniana...ma mi sembrano pochissimi, come qualche personalità veltroniana.
Tutto normale ..ma ho un solo vero problema.
Come potrà un gruppo dirigente figlio di questa logica, partorire un partito radicalmente diverso?
Forse lo stimolo verrà dall esterno.
Comunque devo fare un grande elogio a Zingaretti.
Mettere e tenere insieme Calenda, Gozi e Furfaro, o Provenzano, é un miracolo di esercizio di vocazione maggioritaria.
Tutti insieme appassionatamente per parlare a tanta parte del paese..con la speranza di farcela.
 

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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