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Magda Negri

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9 Ottobre 2007 - 16:36

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PD, LA SCOMMESSA DEI “LIBERAL” SUL PARTITO CHE NASCE

- Roma, 9 ott- Il Partito democratico come casa della cultura politica liberaldemocratica: questo l'obiettivo che si prefigge la componente 'liberal' del Pd che oggi, alla vigilia della nascita del nuovo partito, scende in campo a sostegno della candidatura di Walter Veltroni. Questa componente, che raccoglie esponenti dell'area liberal dei Ds come Enrico Morando e Franco Bassanini, liberali come Valerio Zanone, esponenti di formazione repubblicana e liberaldemocratica come Enzo Bianco e Paolo Gentiloni, riformisti di provenienza socialista come Giuliano Amato, ha presentato un documento (a firma Bianco, Morando, Bassanini, Zanone) in cui si afferma che ''il Paese ha bisogno del contributo della cultura liberaldemocratica che è parte fondante del Paese stesso ed espressione della sua cultura innovatrice''. Questi liberaldemocratici, che a differenza di Lamberto Dini e altri, credono nel Pd e invitano ad evitare la frammentazione del campo riformista, ritengono che la loro componente possa trovare nella nuova formazione politica ''una collocazione centrale per idee e visioni, rifuggendo allo stesso tempo dalla facile tentazione di considerarsi le minoranze dei migliori''

''Il nostro non è un appello elettorale - spiega Bianco alla presentazione della componente a cui ha partecipato anche Francesco Rutelli - ma siamo una componente radicata nel territorio, che eredita tradizioni repubblicane, liberali, socialiste con una capacità di iniziativa riformista''. Bassanini parla dei liberaldemocratici come ''asse del programma e delle idee del Pd'' che intende lavorare affinché ''da questo asse non si deroghi''. L'ex ministro Ds richiama il ''discorso del Lingotto'' di Veltroni, a cui il documento dei liberal fa riferimento, sostenendo che il nuovo partito ''dovrà costruire le sue alleanze per governare basandosi su un'asse riformista che liberi energie per la crescita e la competitività del Paese''. Zanone sottolinea l'esigenza di una linea liberaldemocratica capace di realizzare riforme finora mancate su diritti civili, fisco, lavoro, liberalizzazioni, e di porsi all'avanguardia sui temi dell'Unione europea. ''Lo spazio per questa linea - dice - è il Pd, per concorrere a costruire in Italia ciò che manca dal '93: un bipolarismo che non costi troppo, che funzioni. Visto che il bipolarismo di oggi, con tanti partiti, è un lusso che il Paese non si può permettere. Occorre trovare sinergie e non cedere al frazionismo, per formare un partito di governo. Le primarie - aggiunge il senatore liberale - si potevano fare meglio, ma resta il fatto unico nella storia politica italiana di un partito di governo che nasce chiedendo ai cittadini di esprimersi direttamente''.

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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