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Magda Negri

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Non affatichiamoci  a  vedere chi dei parlamentari è andato da chi, dove e perché. Va bene Red, va bene l’Associazione 360 di Ranieri e Letta, va bene tutto. Basta capire cosa sta succedendo.

Io me la spiego così: il Pd è nato su una base di fatto confederale e di investitura plebiscitaria di alcuni leader candidati segretari. Il processo costituente è ancora in corso. Non possiamo pensare al modello organico (evolutosi dopo il 1989) del Pci-Pds-Ds, né al grande partito Stato fondato su correnti di interessi che fu la Dc.

Abbiamo uno statuto perfetto che nessuno conosce e pochi applicano. Di fatto, il processo unitario  procede per fluidificazione. Chi invoca l’hardware delle sezioni e delle tessere moltiplica club e aree di influenza intorno a leader presenti di tipo francese. Se il software (come ha detto D’Alema) sono i circoli e le associazioni come militante hardware mi incazzerei abbastanza.

Se le cose vanno così bisogna accompagnarle e dar loro senso. Il Congresso- che prima o poi verrà- deciderà una linea e una maggioranza. A oggi direi che Veltroni non ha più la maggioranza che con la lista Democratici per Veltroni lo sostenne per il congresso. In questa tempesta non si resiste senza una maggioranza, anche risicata, ma  convinta.

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Salvare l'Europa: come uscire dal debito e dalla stagnazione

Venerdì 26 febbraio 2016
Sala Viglione, Palazzo Lascaris
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Presiede: Magda Negri

Intervengono: Davide Gariglio, Mercedes Bresso, Alberto Majocchi, Enrico Morando

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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