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Magda Negri

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In merito all’intervento di D’Alema alla Direzione nazionale  sul pluralismo delle Fondazioni e alla risentita risposta di Verini, che ha autorizzato i commentatori  a parlare del legame anni ’70,  ecco mio commento  propositivo di una linea unitaria.

C'è un fiorire di associazioni, fondazioni, focus tematici. Bisogna pensare a una specie di leale coordinamento delle singole offerte politico-culturali, anche in una palese concorrenza intellettuale, a una sorta di confronto periodico che superi le attuali separatezze. Così il Pd potrebbe, nella sua unità, avere il polso delle domande politico-culturali effettive, dei temi principali e delle richieste vere che vengono dai nostri militanti e simpatizzanti. In questo modo corrisponderemmo all'articolo dello Statuto che affida alle varie fondazioni e associazioni il compito della formazione della nuova classe dirigente democratica.

Ovviamente, se è un'offerta a tutto il partito, questo stesso dovrebbe sostenere tutte le fondazioni anche dal punto di vista finanziario. E' evidente che non è necessario comprimere il pluralismo, bensì finalizzarlo, anche considerando le ingenti risorse che faticosamente ogni sigla deve raccogliere e lo sforzo organizzativo collettivamente prodotta.

Dopo il deludente risultato elettorale c'è nel popolo democratico una grande ansia di riscossa strategica e culturale.

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Salvare l'Europa: come uscire dal debito e dalla stagnazione

Venerdì 26 febbraio 2016
Sala Viglione, Palazzo Lascaris
Via Alfieri 15
Torino

Presiede: Magda Negri

Intervengono: Davide Gariglio, Mercedes Bresso, Alberto Majocchi, Enrico Morando

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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