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Magda Negri

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Vi invito ad  aderire numerosi a questo appello promosso da Gianni Cuperlo e dal Ministro Pollastrini. Se condividete questo punto di vista, fatelo... io l'ho fatto di getto

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PER UN CONFRONTO APERTO: LAICITA', NUOVO CIVISMO E VALORE DELLA PERSONA

Si discute molto di laicità, diritti civili e temi "eticamente sensibili". Lo si fa sui giornali, con saggi, nelle istituzioni, nei
partiti. Lo fanno le religioni. Lo fa la Chiesa cattolica. E ovviamente la politica. Dico, Cus, testamento biologico, fecondazione assistita, interruzione volontaria della gravidanza, rispetto dell'orientamento sessuale e lotta all'omofobia, il grande capitolo della convivenza: da mesi sono alcuni temi del confronto politico e pubblico.

Per molte ragioni è una discussione inevitabile. Quegli argomenti, infatti, alludono a domande di senso fondamentali per la democrazia e per lautonomia della politica. Per classi dirigenti che sentano l'onere di contribuire a una nuova etica pubblica. Questa discussione ovviamente accompagna, e per certi versi scandisce, la nascita del Partito Democratico. Ne interroga scelte e cultura politica. Pensiamo sia una riflessione strategica per l'avvenire del progetto.

E però scorgiamo una sovrapposizione di concetti che ci
preoccupa. Il punto è che si scambia di frequente la richiesta di
legittimi diritti civili per tematiche etiche. L'effetto è che
l'estensione arbitraria, o comunque non sufficientemente argomentata,
della sfera eticamente sensibile rende più confusa la discussione e la
ricerca di un approdo condiviso anche dentro il centrosinistra. A
questa difficoltà se ne somma una seconda legata al processo
costituente del Partito Democratico. La riassumiamo così. Quale
dev'essere, o può ragionevolmente diventare, l'equilibrio tra il
pluralismo delle posizioni interne al nuovo partito e la scelta dei
principi costitutivi che definiscono oggi la cultura politica delle
Democratiche e dei Democratici. Su questo piano manifestiamo la nostra
inquietudine. Guardiamo ad esempio con qualche timore a posizioni,
certamente minoritarie nel Pd e nella società italiana, che
restituiscono all'omosessualità una patente di malattia da curare,
concetto abbandonato da tutte le democrazie occidentali anche in
seguito alla chiara affermazione dell'Organizzazione Mondiale della
Sanità. Più in generale viviamo come un limite la difficoltà del nuovo
partito di elaborare sul terreno della cittadinanza, dei diritti e
delle responsabilità del singolo, una chiave indispensabile della
propria identità. Il che non equivale all'imposizione di un unico
punto di vista su questioni complesse, ma esige appunto un chiarimento
sul significato di termini decisivi per il vocabolario e l'azione del
Pd, e dunque per la sua idea di progresso e modernità. Ne indichiamo
alcuni. I diritti umani e civili. Il valore della persona, la sua
libertà e responsabilità. L'autonomia femminile. L'indipendenza e il
principio di precauzione della scienza, l'autonomia dei pazienti nella
scelta delle terapie come indicato dalla Costituzione. La cittadinanza
piena e il contrasto a ogni forma di discriminazione, sia essa di
origine etnica, di genere, di appartenenza religiosa o culturale, di
orientamento sessuale. Crediamo che questi temi siano determinanti per
la crescita civile ed economica dell'Italia e sentiamo il dovere di
alimentare questa discussione nel processo costituente del nuovo
partito. Intendiamo farlo nel rispetto delle regole che il nuovo
statuto definirà. Decideremo insieme se si tratterà di un forum, di un
associazione o di altro. Ma è comunque sulla base di un'esigenza di
confronto, approfondimento e chiarezza che abbiamo deciso di
promuovere un primo seminario su questi temi e sul percorso da avviare
nelle prossime settimane.

 

Barbara Pollastrini, Salvatore Veca, Miriam Mafai, Albertina Soliani,
Sergio Staino, Alessandra Kustermann, Gianni Cuperlo, Bianca Beccalli,
Carmen Leccardi, Furio Colombo, Ignazio Marino, Carlo Feltrinelli,
Andrea Benedino, Valerio Zanone, Stefano Ceccanti, Fabrizio Onida,
Francesca Zajczyk, Graziella Pagano, Franca Bimbi, Emilia De Biasi,
Ivana Bartoletti, Cini Boeri, Marilena Adamo, Moni Ovadia, Stefano
Boeri, Guido Calvi, Luigi Manconi, Tobia Zevi, Mercedes Bresso,
Luciano Pizzetti, Salvatore Bragantini, Sergio Lo Giudice, Carlo
Fontana, Giovanna Martano, Franca Chiaromonte, Sesa Amici, Stefano
Fassina, Michele Rotondo, Marina Calloni, Magda Negri, Maria Fortuna
Incostante, Fulvio Tessitore, Elio Matassi, Eva Cantarella, Ferruccio
Capelli, Marilisa D?Amico, Carmelo Meazza, Paola Concia, Walter Tocci,
Romana Bianchi, Fausto Raciti, Lidia Ravera, Agostino Fragai, Giovanna
Borrello, Vittorio Sgaramella, Stefano Passigli, Daria Colombo, Khaled
Fouad Allam, Brunella Celli, Alfonsina Rinaldi, Giovanna Rosa, Silvana
Giuffrè, Manuela Ghizzoni, Marcella Marcelli, Bianca Gabrielli, Luigi
Duse, Tiziana Agostini, Pina Fasciani, Vitantonio Ripoli, Rosanna
Abbà, Sara Paladini, Valeria Ajovalasit, Massimiliano Panarari,
Roberto Speranza, Antonio Ricci, Matteo Cazzulani, Stefano Draghi,
Lucia Codurelli, Cinzia Fontana, Delia Murer, Rosa D?Amelio, Anna
Palma Gasparrini, Gabriella Ercolini, Giovanni Colombo, Gianni
Pittella, Roberto Cuillo, Susy Esposito, Anna Rossomando, Carole Beebe
Tarantelli, Susanna Cenni, Ada Cremagnani, Rosalba Benzoni, Ada Lucia
De Cesaris, Francesco Rossi, Eugenio Marino

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Salvare l'Europa: come uscire dal debito e dalla stagnazione

Venerdì 26 febbraio 2016
Sala Viglione, Palazzo Lascaris
Via Alfieri 15
Torino

Presiede: Magda Negri

Intervengono: Davide Gariglio, Mercedes Bresso, Alberto Majocchi, Enrico Morando

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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