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Magda Negri

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Ripubblico qui una mia intervista uscita venerdì 13 aprile 2012 su Torino Cronaca, disponibile anche in DPF.

 

Come hanno già fatto i più importanti Paesi europei, in Parlamento si sta lavorando alla modifica di un articolo importante della Costituzione, l’articolo 81. Sarà così introdotto il principio del pareggio di bilancio: “lo Stato assicura l’equilibrio tra le entrate e le spese del proprio bilancio” tenendo conto delle fasi avverse e di quelle favorevoli del ciclo.

Senatrice Magda Negri, cosa vuol dire concretamente? E' come se ognuno di noi si assumesse l’impegno di non spendere più di quanto guadagna?

Le regole che valgono per la buona gestione di una famiglia assomigliano abbastanza a quelle che devono sovrintendere all'economia di una nazione.
Siamo in recessione, il PIL (che misura la ricchezza del Paese) diminuisce, si ingrossa il bacino della disoccupazione giovanile.
Le politiche di austerità, che rimettono i conti in ordine, devono curare il malato, non indebolirlo ancora di più. Allo stesso modo, una famiglia carica di debiti non ha un gran futuro. Deve cercare di non farne altri, ridurre le spese, e progressivamente mettersi in condizione di fare risparmi per i momenti difficili.



Quindi si mette un freno al debito dello Stato?


Per lo Stato parliamo di pareggio "strutturale" di bilancio. Vuol dire che l’equilibrio di bilancio dovrà essere intelligente e tener conto dell'andamento del ciclo economico.
Se l'economia va male si può fare ricorso all'indebitamento, a condizione che sia per investimenti come opere pubbliche, ricerca, ecc., se l'economia va bene è dannoso - e non sarà più consentito - farla andare solo un po' meglio gonfiando il debito pubblico e la spesa corrente. Bisogna sfruttare il ciclo positivo per mettere 'fieno in cascina'.

Cosa bisogna fare per favorire la ripresa della crescita?

Le tasse sono troppo alte, scoraggiano investimenti e rendono impossibile consumare di più. Bisogna ridurle, sul lavoro e sull’impresa. Ridurre la spesa pubblica, combattere l’evasione e chiedere di più ai patrimoni e di meno a chi lavora e investe. In sintesi: non un euro dalla lotta all'evasione deve alimentare nuova spesa pubblica, ma deve servire a ridurre le tasse sul lavoro e l’impresa, a partire dall’aliquota IRPEF del 23% che deve scendere al 20. Poi ci vogliono le liberalizzazioni, e investire di più in ricerca e formazione.

In Parlamento si inizia a discutere la riforma del lavoro. Il suo giudizio?

E' un buon passo avanti: riduce la disparità di tutele tra lavoratore e lavoratore e garantisce un discreto sostegno al reddito di tutti i disoccupati, senza le attuali discriminazioni.
Si poteva fare di più? Sì, ma sarebbe stato necessario puntare, per i giovani, sul contratto unico a tempo indeterminato, lasciando inalterato il sistema delle tutele per chi un contratto stabile ce l’ha già.

E il Piemonte?

Anche in scala piemontese la crisi non fa sconti e dobbiamo fronteggiare drammatiche emergenze. Il Piemonte fra le regioni del Nord è quella che ha pagato di più la crisi. Ci sono circa 300 mila piemontesi tra inattivi, in cassa integrazione, che non cercano più lavoro, cioè una specie di seconda città del Piemonte dopo Torino. E c'è una più grande percentuale di giovani senza diploma, senza
laurea, difficili da collocare sul mercato del lavoro qualificato”.

"Il PD in Piemonte sta affrontando con serietà i problemi della sanità, dei trasporti e della TAV, del sostegno alle imprese, alla riforma del credito e per l'utilizzo dei fondi europei - conclude la Sen. Magda Negri - Per evitare sprechi di risorse bisognerà incentivare in modo selettivo l’economia verde, i poli di innovazione, lo sviluppo delle nuove tecnologie”.

Di tutto questo si discuterà quest’oggi al Circolo dei Lettori con giovani economisti ed esperti conoscitori della realtà economica e sociale del Piemonte.

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Salvare l'Europa: come uscire dal debito e dalla stagnazione

Venerdì 26 febbraio 2016
Sala Viglione, Palazzo Lascaris
Via Alfieri 15
Torino

Presiede: Magda Negri

Intervengono: Davide Gariglio, Mercedes Bresso, Alberto Majocchi, Enrico Morando

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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