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Magda Negri

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La differenza tra populisti e riformisti sta sostanzialmente nel fatto che i secondi subordinano tattica e strategia al raggiungimento delle riforme necessarie e proclamate, i primi alternano vorticose avanzate e confuse ritirate, agitando per lo più lo spettro del nemico interno, l’Eden del “programma massimo” e l’insidia dei sabotatori. Ci sono molti populisti nel inner circle renziano, gente che non vuol fare fatica. Spero che Renzi in questo momento mantenga forza politica e fermezza di giuduzio.

È lecito mediare sull’Italicum e richiamare le minoranze al Senato all’obbligo morale di concentrare gli emendamenti sui punti più alternativi e incisivi.

A modo suo Berlusconi, pur con le condizioni messegli da Alfano, sta costruendo la coalizione del centro-destra che ci sfiderà a tempo debito.
Il processo riformatore sta quindi procedendo.

La gelata del Pil, la grandezza del debito, la difficoltà ad incidere sulla spesa pubblica richiedono un sovrappiù di tenacia riformista, e ci vorranno davvero tutti i mille giorni per portare a casa qualche risultato decente. Quando si è sulla bicicletta si pedala, fino alla cima.

Settembre è vicino: non incominciamo a dire che i nemici hanno sgonfiato le gomme.

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Salvare l'Europa: come uscire dal debito e dalla stagnazione

Venerdì 26 febbraio 2016
Sala Viglione, Palazzo Lascaris
Via Alfieri 15
Torino

Presiede: Magda Negri

Intervengono: Davide Gariglio, Mercedes Bresso, Alberto Majocchi, Enrico Morando

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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