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Magda Negri

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Da un pò di tempo si è riaccesa l'attenzione sul Sud Italia.
Diciamoci la verità... anche noi progressisti del Nord, o nordici per estrazione familiare, abbiamo coltivato un intimo scetticismo in questi anni sulle capacità di un terzo del paese di risollevarsi e tenere il passo europeo.
Adesso che l'Europa rallenta questo passo, e l'Italia quasi si ferma, la solitudine del Sud emerge con i dati Svimez e grida in faccia la verità di una città grande come Napoli, di giovani laureati e diplomati che hanno deciso di lasciare il Sud, l'Italia, per cercare opportunità nel resto dell'Europa.
Il presidente della Regione Sicilia, Musumeci (destra - destra, ma galantuomo), ripercorreva con tristezza oggi in una trasmissione il lungo periodo dell'Iri, dei Patti Territoriali, dei Fondi Europei e concludeva che era arrivato un fiume di denaro ma l'impatto era stato inadeguato perchè l'Italia tutta, da 50 anni, non ha un progetto per il Sud.
Io conosco molti giovani laureti in Basilicata e in Calabria, e anche molti piccoli commercianti, che disprezzano e compiangono la propria condizione, e mi sono resa conto che si è fatta strada una larga passività, piena di rancore, come il voto ai 5S ha testimoniato.
Quale progetto allora?
Uno o due Hub di grandi porti?
Infrastrutture che colleghino il mediterraneo al nord Europa?
Prendere atto dei dati Invalsi e fare eccezionali e mirati investimenti sulla scuola al Sud?
Intensificare la lotta alla criminalità organizzata?
Lo spopolamento delle energie migliori succhia risorse per il presente e per il futuro.
Ne discutevo con alcuni amici e ci chiedevamo come era stato possibile che in pochi anni la Germania Est risorgesse in un grande sviluppo, anche culturale, in un decennio appena dopo la caduta del Muro....e che la questione meridionale si trascinasse da un secolo e mezzo.
Due risposte:
- "Sono tedeschi": risposta stupida;
- "Nella Germania ex comunista ha investito tutta l'Europa e tutta l'America. Capitali ingenti, strategia precisa".
Forse questa è la risposta esatta.
 

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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