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Magda Negri

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La Merkel, ma non solo, tanti nostri amici in Europa, ci dicono in questi giorni (basta leggere il giornale La Stampa) che dobbiamo correre, ma correre davvero, per definire il piano nazionale delle riforme, che la maggior parte dei paesi europei ha già inviato alla Commissione Euopea, il piano degli utilizzi del Recovery Fund e se utilizzare o no i 37 miliardi del Mes per la sanità.
Tutto è noto, tutto è stato abbondantemente spiegato...
E noi siamo qui a girarci i pollici, a convocare convegni e Stati Generali ai quali non conseguono scelte impegnative.
Aspettiamo un pò inerti l'onda di piena dell'autunno e della fine delle Casse Integrazioni.
Pigrizia?
Incapacità?
Assenza di dati su cui riflettere, su cui decidere?
No, è solo questione di divisione politica all'interno della maggioranza di governo.
E' chiaro cosa vuole il Pd, è chiaro cosa non vogliono i 5S...
E' ondivaga e temporeggiatrice la strategia di Conte.
Se il Mes sarà approvato con i voti di Forza Italia - e gli stessi industriali che sostengono la Lega lo vogliono - Conte dovrebbe salire al colle e certificare che la maggioranza è cambiata.
Quindi si decida.
Pubblico questo importante editoriale di Enrico Morando che, con precisione di numeri e di tempi, indica la mobilitazione politica che tutto il Pd dovrebbe intestarsi.
Perchè tutto il Pd, a cominciare dal suo segretario, ha l'obbligo, in questi tempi, di essere riformista, di garantire al paese tutte le risorse per la sua rinascita.

https://www.ilriformista.it/appello-ai-riformisti-del-pd-ci-vuole-mobilitazione-politica-e-prese-di-posizione-122979/

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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