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Magda Negri

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Riforme costituzionali: portiamo a casa un risultato



In Senato abbiamo cominciato la discussione sulle riforme costituzionali possibili e alla Camera marcerà la legge sulla riforma elettorale. Le due cose si tengono. Il PdL ha avanzato una proposta accrescitiva rispetto alle risultanze del lavoro della Commissione Affari Costituzionali. Il PdL è d'accordo con le elezioni a doppio turno ma ritiene vadano perfezionate con un impianto semipresidenziale. Proviamoci: se non troviamo l'accordo torniamo all'idea del premierato forte. Il semipresidenzialismo non è fuori dalla storia del PD: fu la proposta conclusiva della bicamerale D'Alema nel '99. Il semipresidenzialismo insieme al doppio turno di collegio può dare al popolo la possibilità di scegliere un presidente e gli eletti. Si è aperta una discussione: ora lavoriamo per portare a casa un risultato.

Grillini e Piraten

Ottimo successo di pubblico e di partecipazione per l'iniziativa organizzata da Libertà Eguale "Movimento 5 Stelle e Piraten ", tenutasi eri sera presso la Fondazione Antonio Gramsci di Torino.

Ha aperto Tonia Mastrobuoni con un intervento sui piraten tedeschi, seguita da Federico Fornaro che ha parlato del Movimento 5 Stelle: un "non partito" (la sede del movimento è indicata come il blog di Beppe Grillo) nato grazie ai Meetup che gli hanno permesso di passare dal mondo virtuale a quello reale e di creare una forte rete sul territorio. Non si tratta di antipolitica ma di una sfida alla politica.

Relativamente a queste ultime amministrative, Fornaro si chiede da dove arrivino i voti che hanno permesso al Movimento 5 Stelle di vincere al ballottaggio. Secondo le ultime analisi del Cattaneo, questi voti arrivano soprattuto da Lega e Idv, in parte dal PD quasi per nulla dal PdL. Questo mi sembra un dato degno di nota: Grillo insomma pesca voti dai partiti, non recupera l'astensione. E l'astensionismo è il fenomeno più preoccupante di queste amministrative.

Laura Siviero ci fa riflettere sul fatto che il web, sottoutilizzato dai partiti tradizionali, va bene per discutere, ma forse non è lo strumento più adatto quando si tratta di prendere delle decisioni, come sta emergendo da queste prime esperienze.

Secondo Igor Boni è naturale che quando la politica lascia uno spazio vuoto questo venga riempito: parliamo di politica, di opendata, di ambiente e saremo noi stessi l'antidoto di Grillo.

L'iniziativa si è conclusa con un graffiante intervento di un giovane membro del Gramsci che ha rivendicato il desiderio da parte dei giovani di essere protagonisti della scena politica, desiderio frustrato dal PD.

Il Movimento 5 Stelle nasce da una sincera voglia di essere protagonisti della rinascita del territorio ma ritengo che la sua carica "rivoluzionaria" sia inferiore a quella espressa dalla Lega ai suoi esordi: il cappio sventolato di leghisti nel '93 alla Camera è a mio parere una delle immagini più violente della nostra storia politica recente, più di qualsiasi "Vaffaday".
Non dimenticiamoci poi che il vero strumento che  ha travolto la formapartito in Europa sono state le primarie, che hanno sempre avuto una straordinaria partecipazione ogni volta che sono state indette.

Mi auguro che la riflessone vada avanti...

Direzione PD: conclusioni

In conclusione: primarie di partito no, primarie di coalizione no, perché non c'è la coalizione.
Bisogna aspettare tre settimane la definizione della nuova legge eletorale.

Ma cosa sono queste primarie aperte?

Secondo Fioroni sono primarie di resettaggio del centro sinistra.
Secondo altri primarie d'area - ma qual è quest'area?
Secondo Gentiloni saranno primarie ad oggetto.
Secondo uno stupitissimo Santagata siamo diventati tutti parisiani e vogliamo catarticamente le primarie  di coalizione come luogo fondatore di nuovi soggetti politici e del profilo politico culturale del centro sinistra. Per la prima volta nella sua vita si dice d'accordo con Bersani però non si fida... Ma va?

Secondo molti l'assemblea di luglio dovrà cambiare lo statuto, ma in che senso e per cosa non si sa...

Direzione PD: discutiamo di primarie



Direzione PD: argomento principe le primarie. Io credo che abbia senso solo fare un congresso costruito sulle primarie dove, la parte dedicata al congresso delle sezioni sia ristretta e ampia la parte dedicata al voto del nuovo segretario e candidato premier. Ogni altra ipotesi ci porterebbe nella situazione Cuneo. Ricordate cosa era successo? A Cuneo si fecero delle grandi primarie aperte a tutti, poi ci si accorse che si era incompatibili come profili culturali e come programma e la coalizione si ruppe ancora prima di andare al voto.

Difesa, Sistri, De Gregorio e AGCOM: un breve commento

Ieri è stata una giornata convulsa: si sono tenute le audizione del Capo di Stato Maggiore dell'Esercito e dei dirigenti della ragioneria generale dello Stato, per capire come sarà possibile operare significativi risparmi nel bilancio della difesa.
Una strada sarebbe specializzare i programmi di armamento e coordinarli a livello europeo. Il Generale Abrate ci dice che addirittura i francesi se ne stanno convincendo, però si lamenta che è la stessa idea di sovranità nazionale che in ultima istanza impedisce di fare i passi necessari.

Nella bicamerale rifiuti continua l'analisi con i dirigenti Finmeccanica e Selex per i progetti Sistri, il complesso sistema di tracciabilità dei rifiuti posto sui camion dei trasportatori iniziato ai tempi del governo Prodi e che ancora non è partito a livello massivo.
Dure questioni: secretazione del progetto, affidamento del medesimo nel 2008 senza gara con società in house del ministero, difficoltà tecnologiche, resistenza degli autotrasportatori ad imparare ad usarlo... Temo che il prossimo decreto di Passera ne prevederà un altro rinvio. Palese dimostrazione di come è difficile riformare davvero le cose. Ma non bisogna scoraggiarsi.

Caso De Gregorio: abbiamo votato a favore. Su tutti i giornali avete potuto oggi leggere com'è finita.

Condivido il giudizio comune sul modo contraddittorio per le nomine parlamentari delle Autority per la privacy e per l'AGCOM: grande raccolta di curricula ma fatta in poche ore, non esaminati, quando già sotto sotto c'era il solito accordo. Così non va.
Ho solo un piccolo orgoglio: quello di avere personalmente presentato alla Presidenza del Gruppo il curriculum della costituzionalista Livia Califano per il collegio dell'Autority per la privacy, proposta che ha avuto un certo successo.

Per non disperdere la memoria

Pensiero Acutis, il presidente dell'Associazione Italiana Ex Internati Militari, è un minuto signore ormai novantenne. Ho avuto modo di conoscerlo in occasione della celebrazione del 2 giugno scorso.

Alla cerimonia della consegna delle onorificenze, gestita insieme dal prefetto e dai sindaci, il momento più toccante è stato come sempre la consegna delle onorificenze della Repubblica agli ultimi rappresentanti dei militari italiani, ex internati nei campi di prigionia nazisti. Davvero gli ultimi. Infatti a ricevere l'onorificenza sfilavano soprattutto figlie, figli e nipoti perché molti di loro non ci sono più. Ne abbiamo onorato la memoria.

Pensiero Acutis, con straordinaria energia, invita chiunque abbia informazioni relative a questi fatti a rivolgersi al patronato Acli, che ha una modulistica apposita da compilare e mandare al preposto ufficio della Presidenza della Repubblica, affinché la memoria di nessun soldato italiano che l'8 settembre 1943 si trovò da solo a fronteggiare la vendetta dell'ex alleato tedesco vada dispersa.


Per maggiori informazioni:
  • Associazione Italiana Ex Internati Militari
  • via Masserano 10, Torino
  • tel. 011 4368232

Nemo ad impossibilia tenetur: nessuno è tenuto a fare l'impossibile

Ai cittadini informati credo non sfuggirà che in questi giorni si stanno alimentando almeno tre processi che hanno una dinamica non convergente. Giugno sarà il mese che deciderà molto delle sorti dell'Europa economica e politica. Non è solo questione di vertici che si susseguono: è questione di bilanci da fare e di impegni da assumere mentre markers macroeconomici segnalano sempre più crisi, più disoccupazione, più spread, più disinvestimento delle grandi multinazionali dall'area europea verso mete  più convenienti.

Poiché non possiamo dichiarare guerra alla Germania, bisognerà trattare le tappe del risanamento, le reciproche convenienze per l'allargamento del mercato e la ripresa degli investimenti. Il governo si accinge ad una ulteriore poderosa iniezione di liquidità con la compensazione dei debiti verso il sistema delle imprese. Draghi e Visco hanno detto tutto ciò che c'era da dire. Berlusconi è tornato in campo e come Pancho Villa ha - un po' per celia un po' sul serio - proposto di stampare cartamoneta nelle cantine.

A fronte di tutto questo, parti significative del PDL e per il PD Stefano Fassina, credo non solo a titolo personale, propongono di creare l'incidente, di correre verso le elezioni. In sé non ci sarebbe nulla di male, ma sul proscenio di una tragedia sarebbe meglio non inscenare una farsa. Inoltre, dovrebbe già essere pienamente allestito il nuovo cast con un programma preciso e adatto ai tempi: non mi sembra che le cose stiano esattamente così.

ll terzo movimento è iterativo rispetto a quello che abbiamo visto nelle recenti elezioni amministrative: si moltiplichino le liste, le sottoliste, si dia forma politica al civismo generoso, si assedino i vecchi partiti esausti e questo sarà il chiavistello adatto ad aprire la porta per portarci fuori dalla crisi. Anche questo è molto normale: il contrasto alle elites è una dinamica fisiologica nei tempi di crisi. Io penso che chi intenda stringere un'azione politica costruttiva debba concentrare il conflitto politico sui programmi e esigere la riforma dei partiti: applicazione - sempre più tardiva - dell'articolo 49 della costituzione e riforma elettorale. Niente di meno, se il più verrà sarà ben accolto, ma non bisogna consolarsi con diversivi retorici.

PS: Proprio mentre terminavo questi pensieri è arrivata la "bomba" della dichiarazione di Fassina. Stefano ha il grande merito di dire sempre chiaramente quello che pensa. Bravo, ma adesso non si può più fare finta di niente.

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Salvare l'Europa: come uscire dal debito e dalla stagnazione

Venerdì 26 febbraio 2016
Sala Viglione, Palazzo Lascaris
Via Alfieri 15
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Presiede: Magda Negri

Intervengono: Davide Gariglio, Mercedes Bresso, Alberto Majocchi, Enrico Morando

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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